Raffaela Spone, una mamma che con i deepfake ha vendicato la figlia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:00

La madre ha creato dei video per screditare le componenti della squadra di cheerleader, per far brillare la figlia. Nelle immagini modificate le ragazze erano nude, bevevano e fumavano erba.

Cheerleader in azione – MeteoWeek.com

L’amore di una mamma arriva veramente ovunque. Forse a volte, un po’ troppo in la, soprattutto se la mamma in questione, per far prevalere la figlia, infanga altre persone.

E’ quello che è successo in Pennsylvania, dove una madre ha screditato le compagne di squadra di cheerleader della figlia, tramite dei deepfake.

La donna di 50 anni è arrivata a inviare dei video deepfake su minori all’allenatore del team di cheerleader Victory Vipers per gettare discredito sulle compagne di squadra e assicurare il posto in squadra alla propria figlia.

Un gesto sconsiderato e becero che, adesso, in seguito all’identificazione della donna come effettiva mittente di questi video falsi, è costato alla donna un’accusa per molestie informatiche su minori e altri reati collegati.

La pericolosità dei deepfake

Come si usa un deepfake – MeteoWeek.com

I deepfake, i video o le immagini in cui è possibile cambiare il volto dei protagonisti inserendo altre immagini oppure far fare cose a personaggi famosi, sono la moda del momento. Possono diventare, però, un vero e proprio strumento pericoloso se utilizzato con scopi diversi dal puro intrattenimento. Se a sottolinearlo è stato anche l’Fbi c’è da crederci.

Ne avevamo parlato anche in questo articolo , dove a rimetterci era stato niente di meno che l’attore Tom Cruise.

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Tramite deepfake si riescono a sovrapporre due o più video esistenti con un altro video con immagini originali, in modo da poter distorcere la realtà come meglio si vuole.

Un po’ come i video che girano su TikTok da un paio di settimane, dove ci si mette vicino alla propria star preferita, per far sembrare tutto vero.

Il tutto avviene attraverso un processo di intelligenza artificiale che, in pratica, è stato sintetizzato ultimamente anche su alcune applicazioni di facile impiego da parte degli utenti (ad esempio, Fake App). Questo permette anche a chi non abbia particolari conoscenze informatiche di realizzare video deep fake abbastanza credibili.

Cosa è successo

Raffaella Spone – MeteoWeek.com

La storia arriva dalla Pennsylvania, negli Stati Uniti, dove la donna ha utilizzato foto e video modificati con questa tecnica per screditare le compagne di scuola della figlia appartenenti alla squadra di cheerleader delle Victory Vipers.

È vero, da noi è diverso, ma il fenomeno cheerleader negli Stati Uniti viene preso con grande serietà e competitività, tanto che ci sono proprio raduni e gare durante l’anno, ma nessuno si era mai spinto fino a questo punto a tal punto da far brillare nella folla la propria progenie.

La donna ha creato dei video e delle foto nelle quali le componenti della squadra della figlia  si mostravano nude mentre fumavano e bevevano.

Per diffamarle le ha poi inviate a Mark McTague, l’allenatore della squadra in questione. E non si è fermata a questo. Ha anche inviato dei messaggi alle famiglie delle ragazze e delle frasi offensive sia alla squadra che addirittura ai proprietari della palestra dove le ragazze si allenano. La donna ha utilizzato dei numeri di telefono falsi ma è stata comunque scoperta dalla polizia di Hilltown.

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Indagini

Le indagini sono partite grazie a una segnalazione dello scorso luglio.

A farla sono stati i genitori di una delle vittime delle diffamazioni, raggiunti dai video creati dalla donna.

La ragazza aveva ricevuto un sms diffamatorio da parte di un numero sconosciuto. A ruota sono seguite le denuncia di altre due famiglie.

Così gli investigatori hanno provato a risalire ai numeri che avevano inviato i messaggi, riuscendoci .

La prima parte dell’indagine ha permesso di scoprire che i numeri utilizzati erano stati venduti da un sito specializzato in vendite ai telemarketer. L’indagine ha poi permesso di ricondurre tutto all’Ip dell’abitazione di Raffaela Spone. Allo stato, le forze dell’ordine sono convinte che la donna abbia agito addirittura all’insaputa della figlia.