Huawei prende provvedimenti dopo le restrizioni americane

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Non poter lavorare con le aziende americane ha costituito un vero problema per Huawei, che da quando si è insediata l’amministrazione Biden negli Stati Uniti è calata di tantissimi punti nel mercato della telefonia mobile mondiale.

Huawei (Pixabay)
Huawei – MeteoWeek.com

Il nuovo presidente degli Stati Uniti infatti ha voluto riprendere e rafforzare le misure restrittive già adottate dall’amministrazione Trump, inserendo nella blacklist 59 aziende cinesi, tra cui Huawei.

Dall’essere praticamente la seconda potenza mondiale dopo Apple in quanto a popolarità tra gli utenti, Huawei ha infatti calato drasticamente le sue vendite a causa dell’impossibilità di utilizzare le tecnologie statunitensi, trovandosi anche costretta a vendere parti della sua azienda per evitarne il fallimento.

Huawei si “libera” di alcuni business per evitarne la fine

Huawei - MeteoWeek.com
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Tra le misure adottate da Huawei per evitare il fallimento delle sue consociate e rimanere in qualche modo sulla piazza, c’è stata anche la vendita del brand Xiaomi, che da quando si è separato dalla casa madre è diventato uno dei più popolari e ricchi in fatto di vendite di dispositivi di ogni genere.

Anche le azioni di Xiaomi sono cresciute in maniera esponenziale da quando si è separata da Xiaomi, superando addirittura quelle di Huawei, che per questo motivo ha dovuto ripiegare su settori industriali diversi da quelli sui quali si era focalizzata finora, come ad esempio le auto elettriche.

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Huawei ha anche dovuto vendere il suo marchio di smartphone Honor, a un consorzio controllato e guidato dal governo di Shenzen, in un’operazione del valore non divulgato. Si tratta di un’operazione che è avvenuta circa un anno fa, in quanto gli States hanno messo al bando aziende come Huawei in maniera trasversale, ovvero proibendo ad altre aziende, come ad esempio Qualcomm, di fornire a Huawei determinati componenti tra cui i chip 5G.

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Ed ora toccherà ai server. Sarà infatti questo il prossimo business di cui Huawei si libererà, o così pare. Secondo Bloomberg, infatti, l’azienda cinese avrebbe iniziato delle trattative per vendere la sua divisione server ad alcuni acquirenti che sono comunque sostenuti dal governo cinese. Non si sa ancora il valore di questa operazione, e non è stato ancora reso noto il nome dei possibili compratori, tra cui però sono stati citati Henan Information Industry Investment Co. Ltd., una società statale con sede a Zhengzhou che è stata partner del business dei server di Huawei, il produttore di elettronica di consumo Huaqin Technology Co. Ltd. e una società di gestione patrimoniale che rappresenta il governo provinciale di Hubei.