“Animi agitati sul canale Telegram “”basta dittatura”” portano al sequestro: ecco la vicenda”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:39

La procura di Torino apre un fascicolo e nell’indagine chiede ai giudici di eseguire la chiusura di un canale telegram che incita gli utenti a partecipare a manifestazioni illegali organizzate da No-vax e No-Green Pass

Aggiornamento 8.0 di Telegram: vuole battere la concorrenza?
Fondato nel 2013, fin dal primo anno ebbe un picco di utenti molto alto, che mantiene tutt’ora ed è in continua crescita – MeteoWeek.com

Telegram non smette di essere protagonista delle storie più assurde, corrotte, e illegali di sempre. Era da poco passato al vaglio del pubblico giudizio la questione sui green pass falsi, sulle appropriazioni di identità e le richieste di ricatto. D’altronde il servizio di messaggistica e diffusione di informazioni non è stato mai un campione di controllo dei sui contenuti.

Questa volta a finire nei guai è un suo canale con un nome che è già un programma “Basta dittatura”. Secondo quanto rilevato dagli agenti della procura di Torino l’obiettivo di questo contenuto è legato alla raccolta di proseliti all’interno dell’ambiente No-Vax e No Pass.

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La questione non è da poco. La prima considerazione da fare è il bacino di utenza degli iscritti che attualmente conta quasi 44.000 utenti. I contenuti scritti, gli audio e i video non solo incitano i partecipanti a sostenere le manifestazioni anti vaccino e contro l’obbligo del governo all’uso del green pass.

Sarebbero invece ancor più gravemente rivolti contro chi sostiene l’attuale politica di contenimento del virus. Parliamo quindi di uno tabellario di scienziati, politici e giornalisti contro i quali è riversata una cyber violenza che, facendo leva sui più deboli, potrebbe riscontrarsi con azioni nella realtà.

Si cerca la via della collaborazione tra le forze dell’ordine e Telegram

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Telegram al centro delle indagini della procura di Torino – MeteoWeek.com

La vicenda quindi è finita sotto gli occhi vigili della procura torinese. Questa infatti, dopo attente indagini volte a raccogliere prove schiaccianti di quanto si sta verificando, ha emesso, attraverso il pubblico ministero Valentina Sellaroli che l’ha firmato, un provvedimento di sequestro del canale, con relativa oscurazione.

In questa occasione la magistratura ha agito cercando la collaborazione volontaria di Telegram. Ha infatti provveduto a mandare una comunicazione ufficiale ai vertici della piattaforma, contando che questi, comprese le motivazioni legali, chiudano in via definitiva la chat.

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I contenuti in essa contenuti, secondo la normativa italiana, sono illegali. Le ipotesi di reato riscontrate vanno dalla istigazione a delinquere, in questo caso con l’aggravante dell’istigazione al commettere azioni illegittime violente attraverso l’uso della rete, fino alla diffusione senza consenso dei dati personali.

Come dicevamo non è la prima volta che le autorità competenti e il servizio di messaggistica collaborano per ottenere il ripristino della legalità. Non sembra quindi intentata la reazione della procura, in attesa che Telegram risponda in maniera affermativa.

In caso contrario però la risoluzione richiederà tempistiche più lunghe dovendo invece seguire l’iter intenzionale, lasciando quindi il canale ancora in attività per tempi da definire.