Il re dell’antivirus, John McAfee, morto suicida in carcere: shock nel mondo dell’informatica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:30

John McAfee, il padre dell’antivirus, si è suicidato in una carcere vicino Barcellona, in Spagna, poco dopo il via libera alla sua estradizione negli Stati Uniti, dove rischiava 30 anni per evasione fiscale. Com’è morto?

Jo0hn McAfee si è suicidato in carcere – MeteoWeek.com

Com’è morto John McAfee?

John McAfee, il padre dell’ antivirus, si è suicidato in una carcere vicino Barcellona, in Spagna, poco dopo il via libera alla sua estradizione negli Stati Uniti, dove rischiava 30 anni per evasione fiscale.

Un finale veramente atroce.

McAfee, 75 anni, era detenuto nel modulo 1 del carcere di Brians 1.

Gli addetti alla sorveglianza penitenziaria, che lo hanno trovato morto in cella, e i servizi medici del carcere sono intervenuti per effettuare manovre di rianimazione, secondo quanto spiegato dal Dipartimento di Giustizia, ma non sono stati in grado di salvargli la vita. Non sono ancora state rese note le cause del decesso.

LEGGI ANCHE: Attenzione a Joker, il pericoloso malware su Android: ecco le app da disinstallare subito

Perchè McAfee si trovava in carcere

L’eccentrico imprenditore milionario era stato arrestato in ottobre in Spagna, su ordine di cattura partito dagli Usa, dov’è accusato in particolare per la mancata dichiarazione dei redditi realizzati con la promozione di criptovalute e con la vendita dei diritti sulla storia della sua vita per un documentario.

Le accuse nei suoi confronti erano state avanzate dalle procure del Tennessee e di New York, secondo le quali McAfee non ha pagato tasse su nessuno dei suoi redditi fra il 2014 e il 2018.

Il padre dell’ antivirus si era difeso e aveva contrattaccato, definendo le accuse di evasione motivate politicamente senza comunque entrare nel dettaglio.

Uno dei suoi tweet – MeteoWeek.com

Pur da dietro le sbarre comunque il suo profilo Twitter era rimasto attivo, non si sa come, e continuava a twittare il suo apprezzamento per le criptovalute e una serie di attacchi contro le autorità che, a suo avviso, lo perseguitavano.

Il suicidio è l’epilogo di una vita complicata per il guru della tecnologia con il look e l’atteggiamento da rockstar.

LEGGI ANCHE: Truffa del falso sondaggio Pfizer: rubate informazioni personali e denaro agli utenti

La burrascosa vita del padre dell’antivirus

Antivirus McAfee – MeteoWeek.com

Il re degli antivirus nel 2012 era stato sospettato della morte per omicidio di Gregory Faull, un americano come lui finito a colpi di arma da fuoco a San Pedro Town, nell’isola di Ambergris in Belize, lo stesso paradiso tropicale dove McAfee si era trasferito dopo avere venduto per milioni di dollari quella che era allora la società leader della protezione informatica nel settore dei personal computer.

veramente troppe prove a suo carico, per uscirne puliti in qualsiasi modo.

Per sfuggire all’interrogatorio della polizia aveva attraversato illegalmente il confine e chiesto asilo in Guatemala: una richiesta non andata a buon fine, tanto da costringerlo a rientrare negli Stati Uniti, dove non voleva assolutamente mettere piede.

McAfee venne successivamente scagionato dall’accusa.

E sembrava che questa storia potesse lasciarsela alle spalle. Ma le sue grane sono continuate e nell’agosto del 2015 è stato arrestato in Tennessee per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e per la presenza di una pistola nell’auto.

Sicuramente un uomo che non riusciva a vivere senza mettere del brio nella propria vita, purtroppo troppo briosa.

Fra i suoi vari problemi legali, McAfee non aveva mai abbandonato la sua passione per la tecnologia, con la quale aveva cercato di ricrearsi una carriera imbarcandosi in varie avventure quali il lancio di Chadder, l’app a prova di spie.

Tutti tentativi non riusciti, o almeno non riusciti quanto il suo famoso antivirus che lo ha reso un nome comune per miliardi di famiglie.

Spuriamo venga ricordato per questo suo successo, invece che per gli altri insuccessi che ha affrontato. Nonostante tutto, è una persona che ha preferito porre fine alla sua vita invece che affrontarne le conseguenze.