L’italiano “Mago” dei Lego viene convocato dalla NASA per un progetto incredibile

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:31

Riccardo Zangelmi, il mago dei LEGO italiano, reclutato dalla NASA.

Riccardo Zangelmi e la sua opera d’arte firmata LEGO – MeteoWeek.com

Vi ricordate di Perseverance, ora bello felice su Marte? ( Leggete qui per aggiornarvi).

Ebbene, ora ne potete trovare una replica perfetta sulla terra. No, non stiamo scherzando.

La fedelissima riproduzione in Lego, realizzata dal 40enne di Reggio Emilia, Riccardo Zangelmi, campeggia fiera in Marocco, su richiesta del Dipartimento di Stato Usa.

Nella sede dell’azienda che ha fondato in provincia di Reggio Emilia, la BrickVision che progetta e realizza modelli, mosaici e sculture in mattoncini Lego, la telefonata è giunta direttamente dagli Stati Uniti e Zangelmi ha accettato la sfida: “È stata un’emozione incredibile, sicuramente tra le più importanti e appaganti di tutta la mia carriera professionale”.

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Chi è il mago dei LEGO italiano

“Ho cominciato a costruire con i mattoncini Lego fin da piccolo, e la mia passione era creare castelli astronavi”  racconta emozionato “Perciò quando ho ricevuto la richiesta della Nasa non potevo credere che stesse succedendo davvero”.

Riccardo Zangelmi è un’artista italiano nato a Reggio Emilia nel 1981 ed è attualmente l’unico italiano con la certificazione Lego Certified Professional. Il riconoscimento gli è stato dato nel 2016 e nel mondo ce ne sono solo altri 18.

Per Riccardo la passione per i mattoncini danesi nasce da bambino quando fantasticava inventando astronavi e creando mondi fantastici.

Nel corso degli anni ha creato BrickVision, azienda che tutt’ora realizza e progetta modelli, sculture e mosaici LEGO per aziende, privati ed eventi.

Per Zangelmi la «missione» per conto della Nasa è il coronamento di una carriera iniziata quasi per caso.

Riproduzione di Perseverance – MeteoWeek.com

“I Lego sono stati la mia passione fin da bambino. Li ho messi da parte quando avevo 12 anni, ma intorno ai trenta li ho riscoperti. Dovevo comprare il regalo di compleanno per mio nipote, e nel negozio la mia attenzione è stata attratta dai mattoncini. Alla fine, ho comprato una scatola Lego di astronavi Star Wars anche per me”.

Tanto che dal 2015 assemblare i pezzi e creare delle vere e proprie opere d’arte è diventato il suo lavoro. Ha lasciato un contratto a tempo indeterminato e ha aperto la partita iva.

Quando mi sono lanciato in questa avventura, era il garage la mia officina” racconta “Poi, una volta diventato partner di Lego, sono cresciuto. Oggi ho uno studio di 500 metri quadri e 4 collaboratori, di età compresa tra i 20 ai 43 anni: largo ai giovani. Per lavorare con noi non serve una laurea, ma passione e creatività non possono mancare. Serve avere padronanza del materiale e conoscere i pezzi, visto che in circolazione esistono più di 5.000 tipologie”.

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La missione lego spaziale di Riccardo

Utilizzando immagini 3D del Rover Perseverance che sta esplorando Marte, pubblicate sul sito della Nasa, il rover in Lego è stato realizzato al 90% a mano libera.

Per costruirlo sono state necessarie 400 ore di lavoro: uno staff di quattro persone ha dato corpo alla realizzazione del progetto di circa 200 chili, assemblando pezzo dopo pezzo 110.000 mattoncini.

Durante la progettazione è stato importante anche il confronto con lo scienziato Nasa responsabile della missione.

Versione LEGO – MeteoWeek.com

“Il mio team si è buttato nel lavoro provando a cogliere ogni dettaglio dal modello 3D riprodotto sul sito della Nasa. Senza trascurare i particolari e usando diverse tecniche per replicare il rover reale”  spiega Zangelmi  “La struttura è molto delicata: le ruote non avrebbero retto il peso (200 chili, per un modello di circa 170×200 centimetri) se non avessimo creato un basamento per sorreggere il rover e un’ossatura in alluminio”.

Un accorgimento che aiuterà la scultura a superare il tour che l’attende: prima Rabat, dove il 10 giugno sarà messa in mostra, poi Casablanca e infine Washington.

La parte più difficile da costruire, a detta dell’artista, è stata il reattore della parte posteriore.

Il progetto della NASA era per andare nello spazio, non per essere costruito con mattoncini LEGO ma Riccardo lo ha voluto rendere comunque liscio e “senza bottoncini a vista”. Ovviamente tutta la struttura è fragilissima ed è, stato progettato un supporto ad hoc per il trasporto.