Animal Crossing: New Horizons compie un anno ma ha già fatto la storia

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Animal Crossing: New Horizons festeggia il suo primo anniversario ma si è già conquistato un posto nell’Olimpo dei videogames. È il secondo gioco più venduto di sempre per Nintendo Switch nonché uno dei simboli del lockdown

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La copertina di Animal Crossing: New Horizons – MeteoWeek.com | fonte: Nintendo

Pochi giorni fa – sabato 20 marzo – Animal Crossing: New Horizons ha festeggiato il suo primo anniversario. Un anno trionfale, che ha visto il titolo di Nintendo classificarsi al secondo posto nella classifica dei 10 videogiochi più venduti del 2020. Dal suo lancio, Animal Crossing: New Horizons ha venduto oltre 30 milioni di copie: dei numeri senza precedenti, che lo rendono il secondo gioco più venduto di sempre per Nintendo Switch, dietro soltanto a Mario Kart 8 Deluxe. Prima del lancio del gioco, a pandemia già scoppiata, il produttore Hisashi Nogami si diceva speranzoso che i giocatori lo avrebbero utilizzato “come una via di fuga”. E non avrebbe potuto esprimere una previsione più realistica: le colorate isole di New Horizons e i simpatici animali si sono rivelate proprio questo: una gradita pausa dalle sfide e le difficoltà del mondo reale.

Ma a contribuire al suo successo non ci ha pensato soltanto la pandemia e il conseguente lockdown: Nintendo ha infatti aggiunto continuamente nuovi contenuti ed eventi che hanno fatto sempre più appassionare la community al gioco. In breve tempo, per molti giocatori, New Horizons è infatti diventato più un luogo che un gioco.

Animal Crossing: New Horizons, come è diventato un simbolo della pandemia

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Il nuovo presidente USA Joe Biden raffigurato su Animal Crossing – MeteoWeek.com

Data l’impossibilità di vivere la vita di tutti i giorni, Animal Crossing è diventato il teatro di molti eventi che hanno riguardato e influenzato anche la geopolitica globale. Senza dubbio, il più famoso è l’approdo dell’attuale presidente americano Joe Biden, particolarità che ha “trasformato” il videogioco in una piattaforma di discussione e informazione politica. Un altro importante esempio arriva da Hong Kong: subito dopo l’ondata di proteste che si sono svolte in città, i manifestanti non si sono arresi ai lockdown e hanno continuato a far sentire la loro voce su Animal Crossing, organizzando raduni e conferenze.

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Insomma, nel suo primo anno di vita Animal Crossing è stato in grado di creare un mondo digitale in cui replicare le tradizioni e le attività umane andando oltre la semplice imitazione. Il gioco continua ovviamente a restare aggiornato anche se la progressiva riduzione dei lockdown ha leggermente diminuito il numero di utenti attivi. Ad ogni modo, Animal Crossing: New Horizons è considerabile un vero e proprio simbolo della pandemia e dei lockdown che hanno caratterizzato gran parte del 2020.

Un’opera “museale”

Quello di Animal Crossing è stato quindi un primo anno memorabile: “La perfezione del momento in cui Animal Crossing: New Horizons è uscito è incredibile”, ha affermato Lex Roberts, curatore degli Animal Crossing Diaries del National Videogame Museum del Regno Unito. Il progetto appena citato mira a proprio a catturare “il fenomeno culturale che ha seguito l’uscita di Animal Crossing nel marzo 2020, proprio mentre il mondo è stato trasformato dalla pandemia”.

Non puoi giocare e capire come le persone lo usavano e quale fosse l’esperienza di giocarci nei primi giorni della pandemia”, afferma Roberts. Kelsey Lewin, co-direttrice della Video Game History Foundation, ha infatti evidenziato come ora l’esperienza sociale sia già cambiata, come riportato dal Corriere della Sera: “All’inizio, un collega è entrato casualmente nella mia isola e io l’ho accolto con un sorriso perché tutti stavano giocando e le mie porte erano aperte. Se dovessi presentarmi senza preavviso sull’isola di qualcuno ora, non andrebbe allo stesso modo”.

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Quello che conta è assicurarsi di avere una sorta di registrazione di com’era il videogioco in quei momenti perché è un passaggio rilevante della storia umana che non è replicabile. Deve quindi essere documentato e preservato. Questo è ciò a cui mira il National Videogame Museum, e a tal fine sta raccogliendo le esperienze personali dei giocatori durante i vari lockdown per preservare l’impatto e il significato che Animal Crossing: New Horizons ha avuto per milioni di persone rimaste chiuse in casa. “Vogliamo preservare tutte quelle esperienze quotidiane come gli appuntamenti romantici e le uscite con gli amici”, ha concluso Roberts.

Un’idea particolare e molto interessante, che ancora di più dimostra come il titolo di Nintendo si sia già conquistato di diritto un posto nell’Olimpo dei videogames. Il tutto in un solo anno. E chissà quali saranno i traguardi futuri.