Nuovi cerotti a Nano-Tecnologia per guarire con meno dolore e più in fretta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:35

Un cerotto con nanotecnologia in grado di risanare più velocemente le ferite e diminuire i dolore .

Il nuovo cerotto elettrico – MeteoWeek.com

Quante volte è capitato di tagliarsi con un coltello, e cercare disperatamente un cerotto, capire che uno magari non bastava e ripiegare su una benda.

(Se poi, come la sottoscritta, la vista del sangue vi fa rabbrividire, la ricerca di un cerotto può trasformarsi nella terza guerra mondiale. Stesso panico.)

Non più, grazie ai cerotti del futuro.

I cerotti elettrici per guarire più in fretta potrebbero un giorno far parte del nostro arsenale medico, tanto in casa quanto e soprattutto in ospedale.

È quanto suggerisce una ricerca congiunta delle Università del Winsconsin, di Chengdu e di Huazhong.

Un metodo innovativo per ridurre i tempi di rigenerazione delle ferite.

Grazie ai test effettuati su modelli animali, si è capito che mediante l’uso di un particolare cerotto in cui è installato un generatore di elettricità é possibile rimarginare più velocemente le ferite che hanno difficoltà a rimarginarsi.

Fra esse vi sono le ferite croniche da intervento chirurgico che non cicatrizzano e le ulcere legate al diabete.

Sono tutte condizioni che espongono i pazienti a dolore intenso, rischio di infezioni e che hanno un impatto sensibile sulla qualità della vita.

Caratteristiche del cerotto elettrico

Come funziona il cerotto elettrico – MeteoWeek.com

Il nuovo cerotto sfrutta un principio noto ma non ancora del tutto chiaro: l’elettricità stimola la migrazione, proliferazione e transdifferenziazione dei fibroblasti, cellule che sono responsabili, tra le altre cose, della rigenerazione in caso di ferite.

A oggi però l’uso della stimolazione elettrica è una via difficilmente praticabile in ospedale, e impossibile da usare in contesti domestici o di ambulatorio.Gli scienziati, coordinati dal professor Xudong Wang dell’ateneo americano, hanno testato il bendaggio ad alta tecnologia sul dorso ferito di alcuni topi, ottenendo risultati sorprendenti.

Le ferite della pelle degli animali sottoposti alla sperimentazione, infatti, guarivano in soli tre giorni rispetto alle due settimane canoniche per guarire da ferite perfettamente identiche ma trattate con un bendaggio standard.


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Il cerotto sviluppato dal team internazionale di scienziati, coordinati da Xudong Wang, sembra invece poter risolvere il problema grazie alla nanotecnologia, vale a dire elementi elettronici (e non solo) grandi pochi atomi.

Nello specifico, la classica striscia adesiva integra un nanogeneratore (NG) che crea elettricità sfruttando i movimenti. Il sistema di generazione elettrica non è particolarmente potente, ma lo è abbastanza da stimolare l’effetto curativo. Senza compromettere la flessibilità del cerotto.

Il generatore NG è costituito da diversi strati di materiale che, sfregando tra loro quando il paziente si muove, generano elettricità.

La velocità che ha entusiasmato gli scienziati

La velocità del cerotto elettrico nel rimarginare le ferite – MeteoWeek.com

Wang e colleghi hanno invece ideato una fasciatura che sfrutta i movimenti della pelle  attraverso le attività quotidiane o la semplice respirazione, per inviare deboli impulsi elettrici ai lati della ferita grazie a due elettrodi.

In sintesi, abbiamo dimostrato una rimarginazione di ferite ad alta efficienza basata su un dispositivo NG indossabile. Il dispositivo può convertire localmente l’energica cinetica generata dalla respirazione del ratto in un segnale AC e applicare il campo elettrico direttamente alla ferita per intensificare la rigenerazione cutanea”.

Andranno fatti ulteriori test su animali e poi su esseri umani, ma sin da ora gli scienziati si augurano di applicare questi sistemi a una varietà di casistiche mediche, dalle ferite dovute al diabete alle cicatrici chirurgiche. E in generale a tutti quei casi in cui la rimarginazione delle ferite rappresenta un ostacolo alla completa guarigione; una questione che solo negli Stati Uniti costerebbe circa 25 miliardi di dollari l’anno.

I ricercatori, rimasti molto sorpresi dalla velocità di guarigione ottenuta, sperano di poter avviare la sperimentazione clinica (sull’uomo) del nuovo dispositivo medico al più presto.