Nuove regole per i cookie dei siti, ecco com’è intervenuto il Garante

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00

Il Garante della Privacy ha annunciato alcuni cambiamenti importanti sui cookie per i siti online, e visto che siano delle modifiche importanti dovremmo parlarne in modo approfondito.

Nuove regole per i cookie dei siti, ecco com'è intervenuto il Garante
Questo miglioramento sui cookie servirà principalmente per coloro che, a causa dei continui banner, non visitano alcuni siti – MeteoWeek.com

Le nuove linee guida dei cookie sono state presentate dal Garante della Privacy, il quale ha voluto parlare in modo approfondito della situazione già da luglio. Cosa viene chiesto? Di limitare la presenza dei banner all’interno dei portali su internet, rendendoli facilmente accessibili da tutti.

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D’ora in avanti, sarà sufficiente premere soltanto una X per rimuoverli in modo definitivo, senza dover cliccare più volte di seguito ed evitando che si creino delle situazioni di disagio e alquanto fastidiose. In tal maniera gli utenti non dovranno accettare, obbligatoriamente, i cookie dei vari siti che vengono visitati. Scopriamo, dunque, cosa hanno detto gli esperti sulla nuova iniziativa.

Le affermazioni degli avvocati

Nuove regole per i cookie dei siti, ecco com'è intervenuto il Garante
La nuova politica del Garante della Privacy tutela, meglio, gli utenti sul web – MeteoWeek.com

Un avvocato esperto in questo settore, ovvero Rocco Panetta, informa gli utenti sull’effettivo cambiamento: “Necessario adeguarsi in fretta. Si rischiano davvero sanzioni per i cookie, come accaduto in Francia dove a fine anno l’autorità privacy ha sanzionato Facebook e Google per 60 e 150 milioni di euro. Nella nostra esperienza alcune aziende italiane si sono adeguate in toto, altre per nulla e molte altre solo in parte. L’adeguamento parziale è frutto spesso dell’uso di soluzioni pronte“.

Antonino Polimeni, ossia un avvocato del settore, spiega la faccenda in questo momento: “Il modo più veloce ed economico per adeguarsi è acquistare un tool. Ce ne sono molti in giro, tutti di qualità, ma occhio a non cadere nell’equivoco più comune: i tool vanno configurati, non fanno magie. Ci sono alcune aziende che vendono i loro tool come se fossero consulenze legali, oppure vendono upgrade che aggiungono funzioni eccessive che superano il necessario, giocando un po’ col marketing e con la percezione delle aziende che acquistano. Non è così. I plugin, i saas, sono strumenti utilissimi e indispensabili per l’adeguamento, ma vanno sempre sottoposti al legale di fiducia o al DPO per la configurazione e per la suddivisione dei cookie in categorie. Che poi rivolgersi agli avvocati vuol dire anche far assumere loro la responsabilità per eventuali non conformità“.

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Infine anche Vittorio Colomba esprime le sue dichiarazioni, affermando questo: “L’eventuale inadeguatezza delle informative finirebbe, inevitabilmente, per inficiare la validità dei successivi consensi, e i profili di illegittimità presenti durante la fase di raccolta dei dati trascinerebbero i propri effetti su tutte le successive operazioni”. Conclude, poi, Elio Franco: “Le aziende dovranno fare una approfondita analisi dei loro processi legati ai propri siti web e alle app, aggiornare le informative e gli strumenti di raccolta dei consensi, di modo che questi siano sempre dimostrabili e incontestabili“.