Allarme RedLine, il nuovo malware che ci ruba le password

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:30

A lanciare l’allarme sulla presenza in rete di questo terribile malware sono stati gli esperti di cybersicurezza della AhLab ASEC

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L’ultima minaccia del web si chiama RedLine e riesce a carpire le nostre informazioni bucando la rete dati di Google Drive – MeteoWeek.com

Una delle caratteristiche che accomunano la maggior parte dei dispositivi che utilizziamo è la loro capacità di memorizzare le credenziali di accesso ai nostri account. E’ una funzionalità che aggira facilmente il vincolo di ricordarsi ogni singola password o ID, o dell’avere sottomano un blocco appunti che le tenga insieme.

Forse siamo diventati tutti un po’ pigri, tuttavia questa modalità di gestione è un meccanismo fondamentale che fa comodo a moltissimi utenti, diventando un elemento sostanziale nell’utilizzo dei devices. Ma cosa succede se il sistema che gestisce questo importante tassello viene aggredito da una pericolosa minaccia?

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L’ultima truffa che gira in rete si chiama RedLine, ed è un malware capace di agire direttamente sui database SQLite dei browser basati su Chromium, accedendo poi a tutte le nostre credenziali.

Come RedLine si appropria dei nostri preziosi dati rendendo gli account vulnerabili

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La cybersicurezza è un tema di grande dibattito, e questa nuova minaccia rischia di minare i rapporti di fiducia tra la tecnologia e l’utente – MeteoWeek.com

Il malware si sta diffondendo a macchia di leopardo. Complice il fatto che è stato messo in vendita dai creatori a soli 200$ e riesce a colpire le malcapitate vittime in maniera chirurgica.

Il suo veicolo è un apparentemente innocuo file Excell contenente dei dati e scaricabile attraverso un download  da Google Drive. Dopo aver effettuato questa incauta operazione saremo quindi sotto attacco. Qui il concetto di cybersicurezza è quanto mai fondamentale. Se infatti fossimo tra quel gruppo più accorto di utenti che crede nelle capacità di un buon antivirus, potremo considerarci fortunati, e scamperemmo il pericolo.

Dotarsi di questo sistema di intercettazione delle minacce previene la maggior parte dei rischi presenti in rete e ci tutela in prima battuta da incappare in errori che ci potrebbero costare molto cari. Che vi affidiate ad un intramontabile Norton, oppure ad un solido McAfee, per citare i più blasonati, piuttosto che ad un Panda o ad un Avast, la parola d’ordine è sorvegliare e prevenire. Accedere a questi strumenti ha un costo, ma sicuramente ci ripagherà in più occasioni aver deciso di investire in questo strumento.

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Tuttavia un buon antivirus non basta. Quando si parla di sicurezza informatica, la prima valutazione da fare è la nostra capacità di comprendere i potenziali rischi nei quali potremmo andare incontro aprendo i nostri apparecchi al sistema di condivisione dati in rete. L’uso delle nostre competenze informatiche infatti fa la differenza nella maggior parte dei casi. Pertanto, è sempre una buona regola quella di non aprire allegati, o non cliccare su link che ci arrivano da mittenti misteriosi e sconosciuti, per quanto siano allettanti le proposte presenti in corollario agli stessi.