WindTre e la multa da un milione di dollari, mentre Iliad se la ride

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:30

Nel frattempo che WindTre si trova in un occhio del ciclone davvero grande, un’altra azienda del settore se ne sta approfittando per deriderla e migliorare, nel frattempo, le proprie promozioni di volta in volta.

WindTre e la multa da un milione di dollari, mentre Illiad se la ride
A quanto pare, WindTre, dovrà pagare una multa davvero salata – MeteoWeek.com

Come sappiamo, WindTre è stata accusata dall’AGCOM per aver “attuato diverse variazioni delle condizioni giuridiche ed economiche di offerte di telefonia mobile prepagata“. In particolar modo si concentrano su dei fatti precisi. Il primo è possibilità di continuare a telefonare, inviare messaggi e navigare in rete anche dopo aver terminato il credito residuo nonostante siano finiti i tre giorni a disposizione.

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Il secondo, invece, ha a che fare sulla rimodulazione delle offerte per gli ex clienti Tre, i quali disattivano le promozioni All-In o Play con il passaggio a Basic New al costo di 4 euro al mese. Il terzo, infine, riguarda sempre una rimodulazione, ma questa volta per l’offerta Super 70 la quale prevede minuti illimitati, 200 SMS e 70 GB a 7,99 euro al mese.

Le conseguenze delle promozioni

WindTre e la multa da un milione di dollari, mentre Illiad se la ride
Iliad ha voluto approfittare della situazione per mettere ancora di più in difficoltà WindTre – MeteoWeek.com

Il problema sta nel fatto che l’addebito fino a tre giorni consecutivi, a 0,99 euro, e che consente di utilizzare i vari servizi disponibili, non viene considerata una modifica unilaterale quanto più una novità stabilita nel contratto originale. Il cliente, quindi, ha scelto una offerta flat con dei limiti per avere delle spese telefoniche sotto controllo, però con l’aggiunta di traffico a consumo è possibile generare dei costi non previsti e che possono mettere in serie difficoltà il cliente a sua insaputa.

Inoltre, l’utente non può nemmeno decidere di evitare l’attivazione di questo traffico in uscita dato che la variazione di WindTrenon prevede l’espressione di una volontà da parte dell’utente, bensì scatta semplicemente attraverso l’ordinario utilizzo, anche disgiunto, dei servizi voce, dati SMS in assenza di credito residuo“. In poche parole, dovremmo disabilitare la connessione dati e bloccare la tastiera per evitare di consumare inutilmente del denaro.

Dunque, l’attivazione di queste offerte di navigazione capiamo che sia in contrasto con la normativa “che sancisce l’obbligo di cessare il collegamento dati non appena il credito o il traffico disponibile residuo sia stato interamente esaurito senza ulteriori addebiti per il cliente e richiedendo un espresso consenso alla ripresa della connessione. La società non può legittimamente attivare una modalità di prosecuzione del traffico dati senza aver previamente ricevuto una espressa manifestazione di volontà in tal senso da parte degli utenti, che non può essere né tacita né presunta“.

Dal momento che si tratta di un piano tariffario completamento diverso, e che tra l’altro non solo non è prevista nessuna modifica contrattuale ma che non sia possibile nemmeno capirla visto che il messaggio è fuorviante, è stato deciso di attribuire una multa molto cara a WindTre, e che avrebbe il costo di 1,044 milioni di euro da versare entro 30 giorni. Nel frattempo, Illiad ha voluto chiedere informazioni all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria in merito all’offerta telefonica di WindTre chiamata “Try&Buy”, e che prevede la possibilità di provare gratuitamente la sua rete senza costi.

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E per via dell’intervento della sua avversaria, l’IAP ha dichiarato che: “La comunicazione commerciale esaminata è in contrasto con l’art. 2 del Codice di Autodisciplina nei limiti in cui non chiarisce il rapporto tra l’offerta promozionale reclamizzata e il contratto di durata a cui accede, il quale può contrastare la promessa di gratuità e di assenza di limiti, e in questi termini ne ordina la cessazione. Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che lo spot n. 1 della pubblicità esaminata è in contrasto con l’art. 2 del Codice di Autodisciplina, limitatamente all’indicazione del 96% dei clienti soddisfatti ed in questi limiti ne ordina la cessazione“.