Giove e Venere come non li avete mai visti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:30

Venere e Giove nel cielo di novembre. Ecco quando potremo vederli al meglio e goderci lo spettacolo. 

Giove e Venere ci danno appuntamento tra le stelle. Tutti col naso all’insù per godersi lo spettacolo di novembre – MeteoWeek.com

Appuntamento a lunedì 8 novembre

La seconda congiunzione astrale di novembre avrà come protagonisti la falce di Luna crescente e il pianeta Venere, che danzeranno nel cielo sudoccidentale nel tardo pomeriggio di lunedì 8. I due oggetti saranno incastonati nel cuore della costellazione del Sagittario per un paio d’ore, prima di sparire oltre l’orizzonte.

Uno spettacolo da non perdere

La sera di lunedì 8 novembre potremo ammirare nel cielo una magnifica congiunzione astrale tra la falce di Luna crescente e Venere. Si tratterà del secondo duetto celeste del mese, dopo quello tra Luna e Marte verificatosi il 4 novembre. L’incontro precederà di tre giorni la congiunzione astrale più spettacolare di novembre, che avrà come protagonisti la Luna e i due giganti gassosi del Sistema solare, l’inconfondibile Saturno e il più grande pianeta che orbita attorno al Sole, Giove. Per venerdì 19 invece è previsto l’incontro tra la Luna Piena e gli ammassi stelli aperti delle Iadi e delle Pleiadi; proprio il 19 si verificherà la più lunga eclissi di Luna del secolo, che purtroppo sarà visibile solo in minima parte dall’Italia.

L’8 novembre l’abbraccio tra il satellite della Terra e il pianeta Venere si verificherà nel tardo pomeriggio a Sud Ovest, nel cuore della costellazione del Sagittario e appena al di sotto della costellazione dello Scudo. Il falcetto di Luna crescente sarà visibile sulla volta celeste durante tutta la giornata, mentre Venere diventerà visibile attorno alle 17:00, non appena i raggi solari si attenueranno, facendo largo all’oscurità e al firmamento. Il pianeta si troverà a pochi gradi di distanza dalla Luna, leggermente più in basso e a destra, come si vede dalla simulazione sottostante. Individuare il pianeta a occhio nudo sarà semplicissimo. Venere, infatti, è il terzo oggetto più luminoso della volta celeste dopo il Sole e la Luna, inoltre la sua luce (riflessa) è talmente intensa da farlo apparire come una sorta di faretto appeso al cielo, impossibile da confondere con le stelle circostanti.

Lunedì 8 l’infernale corpo celeste accompagnerà la falce di Luna crescente fino alle 19:15 circa (ora di Roma), quando sparirà oltre l’orizzonte. La Luna lo seguirà entro una mezzora.

LEGGI ANCHE: Marte, Venere e Luna in una congiunzione che rivedremo solo tra molti anni: da non perdere

Ma non è finita qui!

Ad attenderci ci sarà anche il passaggio delle Leonidi, previsto tra il 17 e il 19. Lo sciame di meteoriti, che ha un periodo di rivoluzione annuale, si vedrà molto appiattito a causa della concomitanza con una fase lunare molto luminosa che lo renderà poco apprezzabile dalla Terra.

E poi, dulcis in fundo, non possiamo perderci l’anniversario della celebre osservazione da parte della sonda Rosetta, dell’Agenzia Spaziale Europea, della 67/P Churyumov-Gerasimenko. Infatti proprio 7 anni fa (12 novembre 2014) la sonda Philae è atterrata sulla cometa.

Per festeggiare l’evento, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) organizzerà l’8 novembre un Aperitivo con cometa. L’evento speciale sarà trasmesso in diretta streaming e verranno condivise online le immagini catturate dai potenti telescopi di tutto il mondo, e sarà possibile ascoltare gli interventi dei numerosi ospiti collegati.

LEGGI ANCHE: La Terra ha un nuovo problema, la sua rotazione sta cambiando e può essere un problema serio

Come osservare la congiunzione astrale dell’8 novembre

La cosa bella è che non saranno necessari strumenti specifici. Basta un semplice telescopio, un binocolo o una fotocamera con obiettivo discreto ed è possibile identificare diversi dettagli in più dei due oggetti. Attraverso una fotocamera astronomica collegata al computer e al telescopio è inoltre possibile osservare agevolmente le fasi di Venere, molto simili a quelle della Luna. Fu proprio analizzando le fasi del pianeta dell’amore che Galileo poté confermare il sistema eliocentrico (con i pianeti che ruotano attorno al Sole) proposto da Niccolò Copernico anni prima.