Dopo gli scavi, ecco come Rochette arriverà sulla terra direttamente da Marte

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Il campione raccolto da rover sulla superficie marziana è allo studio dei ricercatori per comprendere aspetti dell’ambiente alieno

Perseverance, un rover della NASA derivato dal predecessore Curiosity – MeteoWeek.com

Sarà il Mars Sample Return (Msr) a riportare nel 2030 sul nostro pianeta un frammento di Rochette. La missione di rientro, coordinata dalla NASA, ma con il contribuito dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) si pone infatti come obiettivo quello dell’analisi dei campioni raccolti sulla superficie marziana al fine di comprendere la genesi del pianeta e studiarne le future potenzialità.

Nello specifico, nella quarantina di cilindri al titanio che rientreranno a terra, ci riporterà il campione di roccia individuata da Perseverance. Il rover, dopo essere giunto sulla cresta di “Citadelle”, in un punto ripido all’interno del cratere di Jezero aveva infatti selezionato una asperità idonea.

Dopo un fallimentare primo tentativo andato a vuoto era stato infatti proprio l’aspetto ambientale più estremo a ispirare gli scienziati in una riuscita più felice del carotaggio.

Quindi, solo dopo l’esito positivo della prima fase di scalfittura, si è proceduto con il campionamento.

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E’ stata dunque accolta con grandissimo entusiasmo l’espressione robotica della macchina, che una volta portata a termine questa prima missione ha affermato “ I’ve got it”.

Le ricerche condotte su Rochette

Il primo frame su Marte – MeteoWeek.com

Ad eseguire la complessa operazione di prelevamento è stato il Sampling and Caching System, un dispositivo estremamente tecnologico e super accessoriato sviluppato nei laboratori ad opera  del Jet Propulsion Laboratory (JPL).

La struttura, che si occuperà anche della fase di ricerca, svolge da sempre un ruolo centrale nelle missioni spaziali interplanetarie e collabora con le agenzie spaziali governative. È inoltre un rinomato centro di implementazione e sviluppo, sotto l’egidia delle NASA.

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Il campione, identificato con il seriale 266 e sigillato nel titanio, ha dovuto attende dapprima il riconoscimento tramite le immagini inviate da Perseverance, e solo dopo è stato confermato utile e congruente alla ricerca.

Lo scenario della missione su Marte si fa sempre più chiaro e il programma spaziale continua senza interruzione. Come dichiarato infatti da Ken Farley, del team di ricercatori di Pasadena, l’intento è quello di rimandare dei campioni sulla Terra. Solo attraverso il loro studio e la loro analisi rispondere ad una serie di domande scientifiche.

Per quanto riguarda invece Perseverance e la sua permanenza nel cratere, la missione prevede ancora 8 tentativi di raccolta. Solo dopo aver portato a bordo con successo questo materiale, il rover cambierà direzione e si sposterà verso un’area più a nord ovest, dove gli scienziati preparano già un’altra sessione.

La zona scelta avrà delle prerogative molto diverse, trattandosi di un delta fluviale, ed è proprio qui che i ricercatori cercheranno di rispondere ad uno dei misteri più interessanti che avvolgono il pianeta rosso.

Tutti ci auguriamo che proprio in prossimità di un antico corso d’acqua si potrà capire se c’è stata mai vita su Marte.