Miti e bugie sulle ricariche Tesla: ecco cosa dovete sapere prima di comprarne una

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:59

Cosa c’è di vero sull’improbabile ipotesi che le batterie della Tesla possano esplodere in caso di temperature ambientali elevate

Tesla Cybertruck - MeteoWeek.com
Tesla Cybertruck – MeteoWeek.com

Le convinzioni sciamaniche, rispetto tutti gli argomenti che non sono lapalissiani, sono uno degli stratagemmi usati dalla mente umana. L’umanità le usa per interpretare tutto quello che non riesce a comprendere in maniera immediata, dal primo ominide, passando per il pollice opponibile, fino ai giorni nostri.

Questo meccanismo di “difesa” deve avere animato le migliori intenzioni di un cittadino statunitense. L’uomo, durante una giornata più calda del solito, aveva notato il futuristico mezzo a quattro ruote, avamposto delle tecnologia applicata, fermo a ricaricare. Preoccupato che le alte temperature fossero causa di un possibile principio di combustione, ha ben pensato di staccare il connettore di una Tesla che in quel momento stazionava presso una colonnina per il rifornimento di energia.

LEGGI ANCHE: Boom di preordini per il Cybertruck firmato Tesla: Elon Musk sbarca ancora il lunario

Per il guidatore della Tesla Model 3 sarà stata una sorpresa recarsi alla sua vettura e trovarla probabilmente mezza scarica. Ha potuto così vivere l’incubo di tutti i proprietari di mezzi elettrici rimasti a piedi per ragioni simili. E non solo. Il preoccupato cittadino che ha manomesso la ricarica ha voluto lasciare un biglietto sull’auto. Riportando le sue ragioni, ha affermato “Un sovraccarico con questo caldo eccessivo, farà esplodere la batteria. Controlla su Google alla voce Esplosione batterie Tesla

Lo studio di Tesla e i dati i dati analizzati

Stazione di ricarica Tesla – Meteoweek.com

Quanto accaduto lascia increduli, se si conosce approfonditamente il lavoro e i valori fondanti dell’azienda che sono particolarmente orientati verso il tema della sicurezza del proprio parco macchine e degli utenti alla guida.

Gli ingegneri che si occupano di sviluppo e produzione infatti non esistano a definire le loro auto i mezzi più sicuri del mondo. E possono fare di questa affermazione il loro motto poiché sono forti dei test condotti dall’ NHTSA, ovvero la statunitense National Highway Traffic Safety Administration.

L’ente governativo che si occupa di sicurezza, e risponde al Dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti, attraverso i propri strumenti ricerca, ha testato l’auto secondo il programma di riduzione del rischio NCAP, ovvero il New Car Assessment Program.

Una volta effettuate tutte le verifiche, e ha certificato che la Model 3 è l’auto più sicura mai costruita assegnandole un punteggio massimo di 5 stelle.

LEGGI ANCHE: La Tesla Model 2 da 20.000 euro si avvicina: arrivano nuove conferme

Nel caso delle battery pack montate sulle Tesla, stiamo parlando di componenti allocate in una struttura rigida di contenimento, posizionata sul fondo dell’auto. Sia la collocazione, che la tipologia di scocca impiegata, ottengo il doppio effetto di fornire al veicolo una altissima resistenza alla deformazione e un centro di gravità molto basso. Ma, anche qualora la macchina prenda fuoco, il sistema di sicurezza riesce ad isolare la batteria preservandola da altri danni collaterali.

L’idea suggestiva che una batteria possa esplodere a causa di condizioni ambientali non ottimali è dovuta quindi ad un retaggio di concetti spuri ed obsoleti. Andando a cercare con attenzione i fenomeni di autocombustione riusciamo a ritrovare alcuni episodi, senza che questi però siano significativi all’interno del contesto della sicurezza veicolare