Apple chiude un accordo storico e c’è già aria di cambiamento: modifiche su App Store

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:33

Se il giudice approvasse l’accordo, tra Apple e i piccoli sviluppatori potrebbe significare la fine di una lunga e tortuosa diatriba giudiziaria. 

Apple è disposta a cambiare le regole dell’App Store e mettere così fine alla class action portata avanti dagli sviluppatori americani – MeteoWeek.com

L’App Store sta cambiando, in meglio, continuamente . L’ omonimo negozio virtuale plurimiliardario, e ormai famosissimo, di Apple è in procinto di stravolgere le proprie regole nel rispetto dei piccoli sviluppatori di applicazioni e giochi, al loro discreto servizio, che avevano chiesto più flessibilità sulla politica dei prezzi e sulla comunicazione con gli utenti, riguardo alle applicazioni installate

La mancata sensibilità nei loro confronti da parte del Colosso di Cupertino ha portato alla nascita di una class action, ossia un gruppo che muove l’accusa ad Apple di praticare commissioni troppo alte e di violare le normative antitrust.

Ma finalmente sembra che si sia giunti ad un compromesso. L’azienda e gli sviluppatori sono giunti ad un accordo che potrebbe ridare maggiore libertà alle piccole aziende, alle startup e agli sviluppatori indipendenti che realizzano e distribuiscono software per tutti i dispositivi Apple.

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La libertà consiste nella scelta del prezzo da applicare ai clienti per app, abbonamenti e acquisti all’interno delle app e di poter condividere opzioni di acquisto con gli utenti al di fuori dell’app su iOS.

L’accordo è attualmente in attesa di approvazione da parte della corte giudiziaria, già impegnata tra l’altro nella causa Fortnite, la controversia tra Epic Games e Apple stessa.

L’accordo in 3 punti

  1. L’accordo prevede che i piccoli sviluppatori, coloro cioè che guadagnano meno di un milione di dollari l’anno (due spicci), possano continuare a beneficiare di una commissione ridotta e di una ricerca all’interno dell’App Store i cui risultati saranno ordinati, per i prossimi tre anni, con criteri di qualità e non più di fama. Tra questi il numero di download, le valutazioni degli utenti e la rilevanza.
  2. Per quanto riguarda i contatti con gli utenti e la loro privacy, gli sviluppatori potranno utilizzare mezzi di comunicazione come l’e-mail per condividere informazioni sui metodi di pagamento anche al di fuori dell’app stessa, una volta ricevuto il consenso degli utenti e a patto che da questi abbonamenti sia sempre possibile tornare indietro in caso di malintesi .Punto fondamentale che corregge il comportamento anti-competitivo di Apple. Infatti finora l’azienda di Cupertino non ha mai comunicato agli sviluppatori i contatti degli utenti.
  3. C’è un cambiamento anche nella politica dei prezzi: Apple porterà i punti prezzo da circa 100 ad oltre 500, in modo da offrire maggiore scelta agli sviluppatori e ai clienti.

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Apple si impegna inoltre a prestare aiuto agli sviluppatori fornendo istruzioni più chiare e quindi creando un report annuale sulla trasparenza in cui verranno messe a disposizione, per tutto il mondo, statistiche sul processo di revisione tra cui il numero delle app rimosse dallo store, il numero di app rifiutate, il numero di clienti o sviluppatori “bannati”.

E’ previsto anche il lancio di un fondo per aiutare le piccole aziende americane ad accelerare il processo di ripresa dopo la pandemia.

Infine, Apple ci tiene a sottolineare che la querela giudiziaria riguarda solo i piccoli sviluppatori che costituiscono la maggioranza, ma le cui app a pagamento costituiscono solo il 15% di tutte le app, mentre il restante 85% è gratuito e gli sviluppatori non pagano commissioni.