Certificato verde: ecco come come funziona il Covid Pass per viaggiare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:30

Il Green Pass per viaggiare e spostarsi in sicurezza ai tempi del Covid-19 ma attenzione: chi falsifica il pass verde rischia il carcere. Ecco come funziona.

Green Covid Pass – MeteoWeek.com

Il Certificato Verde Digitale sarà il “Green Pass” per spostarsi tra Regioni in Italia e viaggiare in Europa.

“Gli spostamenti saranno consentiti tra regioni gialle e poi con un pass, un certificato, tra regioni di colore diverso”: con queste parole Mario Draghi ha annunciato una delle novità in vista delle riaperture che prenderanno il via dal 26 aprile.

Per Italia ed Europa, comunque, il Green Pass sarà essenziale per muoversi.

I dettagli della nuova misura sono contenuti nel del decreto riaperture, dove si legge:

“Gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori delle Regioni e delle Province autonome collocati in zona arancione o rossa sono consentiti ai soggetti muniti delle certificazioni verdi di cui all’articolo 10.”

Il testo del provvedimento specifica anche che in caso di certificato verde falso si rischia il carcere.

Non c’è ancora, ma iniziano ad esserci le prime linee guida (stilate dall’Europa) e alcuni esperimenti sono già in atto in Italia. Sarà ovviamente anche digitale e certificherà l’immunità dal Covid-19 del cittadino europeo, ottenuta tramite vaccinazione o guarigione dalla malattia.

In Italia sono già in corso i primi esperimenti di Certificato Verde Digitale, che non vanno però confusi con quello europeo per la quale bisognerà aspettare l’estate, quando la Commissione creerà una infrastruttura digitale per l’autenticazione dei certificati tra i diversi Stati membri e gli Stati membri adegueranno i propri Green Pass nazionali affinché possano dialogare con questo sistema.

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Come verrà rilasciato il Green Pass

Certificato post vaccino digitale o cartaceo – MeteoWeek.com

Stando alla bozza del nuovo decreto, dopo 4 mesi di stop, con il ripristino dell’area gialla dal 26 aprile si potrà tornare a viaggiare tra regioni (gialle e bianche) senza comprovati motivi di lavoro, salute, necessità, ma solo per turismo.

Il certificato, per quello che è l’orientamento attuale del nostro Governo e di molti Governi europei, si potrà chiedere già dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino e farà parte del fascicolo sanitario elettronico di chi lo chiede.

In sostanza si tratta di un certificato cartaceo o digitale utile a dimostrare di essere in possesso di uno dei seguenti requisiti:

  • aver ricevuto il vaccino contro il Covid
  • essere risultati negativi a un tampone rapido o molecolare effettuato nelle 48 ore precedenti il viaggio
  • aver contratto il virus ed essere guariti

In realtà i certificati saranno di due tipi: quello per i vaccinati, di durata semestrale, e quello rilasciato previo tampone, che durerà solo 48 ore e servirà soprattutto per i brevi viaggi di lavoro o per assistere ad eventi all’aperto come spettacoli, concerti o partite di calcio allo stadio.

Non è da escludere che venga richiesto il Green Pass anche per andare al ristorante o in altri locali pubblici. E’ chiaro, quindi, che il Certificato Verde Digitale potrà essere il nostro lasciapassare per i prossimi mesi.

Il sistema che si occupa del rilascio, verifica e l’accettazione di certificazioni Covid-19 interoperabili a livello nazionale ed europeo è la Piattaforma Nazionale DGC per l’emissione e validazione delle certificazioni verdi Covid-19.

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Come distinguere i certificati

Il 17 marzo 2021 la Commissione europea ha ufficializzato la sua proposta di Certificato Verde Digitale, dalla quale possiamo intuire come saranno i Green Pass nazionali, compreso quello italiano.

La UE vuole un certificato digitale con un QR e una firma digitale, per impedire la falsificazione.

In Italia, quindi, è probabile che servirà lo SPID o la CIE per ottenere il pass.

Vediamo insieme le varie tipologie.

  1. Certificato vaccinale, comprovante lo stato di avvenuta vaccinazione anti-Covid. Viene rilasciato, su richiesta dell’interessato, dalla struttura che ha somministrato il vaccino e reca indicazione del numero di dosi somministrate rispetto al numero di dosi previste per l’interessato. Contestualmente al rilascio, la predetta struttura sanitaria, anche per il tramite dei sistemi informativi regionali, provvede a rendere disponibile detta certificazione nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato. Ha validità 6 mesi.
  2.  Certificato di tampone negativo effettuato entro 48 ore prima dello spostamento, che prevede sia il test molecolare che il rapido antigenico. Ha validità 48 ore e viene rilasciato dalla struttura sanitaria pubblica o privata che ha effettuato il test, dalla farmacia o dal medico di famiglia.
  3. Certificato di avvenuta guarigione da Covid-19 e di fine isolamento prescritto. È rilasciato, su richiesta dell’interessato dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero del paziente affetto da Covid-19, ovvero, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, ed è reso disponibile nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato. Il certificato scade, nel periodo di vigenza semestrale, nel caso in cui l’interessato venga identificato come caso accertato positivo al SARS-CoV-2.

Privacy

La privacy con il Green Pass – MeteoWeek.com

il Green Pass per il Covid-19 conterrà al suo interno dati sensibili e informazioni da proteggere, come nome e cognome, data di nascita, data di rilascio e, soprattutto, se il cittadino è stato vaccinato, ha solo eseguito un test o si è ammalato ed è guarito.

La Commissione Europea, per questo, chiede che i Paesi visitati dal cittadino straniero non mantengano copia di questi dati, ma registrino solo il numero del certificato mentre tutti i dati sanitari saranno conservati nello Stato membro che ha rilasciato il Green Pass.