Creare mattoni con vecchi vestiti? si, è un’idea geniale e richiestissima

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:30

Dall’idea di una studentessa francese, i mattoni sostenibili creati con vecchi indumenti.

Mattoni eco-sostenibili – MeteoWeek.com

“Ci sono sempre meno risorse naturali con cui costruire, ma sempre più rifiuti. Per reagire, FabBRICK trasforma i nostri vecchi vestiti in un materiale da costruzione innovativo.”

Con queste parole Clarisse Merlet, studentessa di architettura presso l’Università di architettura l’ENSA Paris-Malaquais di Parigi, introduce il suo progetto FabBRICK per creare mattoni ecologici e resistenti realizzati con i rifiuti tessili.

Una nuova frontiera dell’eco-sostenibilità, dove meno ce la potevamo immaginare. Ma il riutilizzo di vecchi vestiti è tornato in voga per creare nuovi oggetti, ispirando così le persone a non buttare i vestiti ormai logori, ma a donarli ad associazioni che possono occuparsene per dargli un  nuovo utilizzo.

Così come questa idea e l’idea per dei vestiti antisudore

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Cos’è FabBRICK

FabBRICK è il primo mattone ecologico e resistente realizzato con i vestiti vecchi. Il progetto è di una giovane studentessa francese di architettura, Clarisse Merlet, che ha ideato un modo sostenibile e innovativo per costruire riciclando i capi di fine vita.

Un mattone realizzato con FabBRICK contiene l’equivalente di due magliette e ad oggi FabBRICK ha trasformato 12 tonnellate di tessuti riciclati in oltre 40.000 mattoni.

Un mattone realizzato con FabBRICK contiene l’equivalente di due magliette e ad oggi “FabBRICK ha trasformato 8 tonnellate di tessuti in oltre 17.000 mattoni”.

Il mondo più green è ormai diventata una priorità e molto aziende hanno iniziato con delle campagne per incrementare l’eco-sostenibilità.

Ogni anno in Europa vengono gettati via 4 milioni di tonnellate di tessuti e, al contempo, il settore delle costruzioni è il più grande produttore di rifiuti con 227 milioni di tonnellate prodotte solo in Francia.

Per la madre di FabBRICK, questo è davvero troppo da sopportare.

Clarisse Merlet, imprenditrice e architetto, ha infatti ideato un modo geniale e sostenibile per riciclare i capi di fine vita e introdurre un modo più sostenibile per costruire.

Nasce FabBRICK, il primo mattone ecologico realizzato esclusivamente con ingredienti di origine biologica e non inquinanti.

Così “i vecchi vestiti che mettiamo negli appositi cassonetti della raccolta in città trovano una seconda vita:”, spiega Merlet, “i pezzi troppo danneggiati per essere riutilizzati diventano ottimi materiali da costruzione, offrendo sia isolamento acustico che termico“.

Ad esempio, il cotone fornisce un buon isolamento acustico e termico ed è presente nella maggior parte dei nostri indumenti. Perché non riutilizzarlo come isolante?

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Clarissa Merlet e la sua idea per l’eco-sostenibilità

Clarissa, la madre di FabBRICK – MeteoWeek.com

La giovane studentessa parigina, che oggi è un’imprenditrice grazie alla sua idea, riceve la materia prima già triturata da un’azienda di raccolta di abbigliamento.

La cosa positiva è la partecipazione di alcune aziende a cui il progetto ha interessato.

Gli scarti colorati vengono impastati con una colla sostenibile sviluppata da Clarisse Merlet stessa, posti in uno stampo e compressi meccanicamente, il tutto grazie ad una macchina, ideata appositamente per il progetto, che utilizza energia meccanica attivata con un martinetto.

I mattoni ottenuti necessitano di essere asciugati e impiegano circa due settimane.

FabBRICK produce mattoni ad incastro che possono essere impilati senza spostarsi, quindi ideali anche per il giardino, per la creazione di mobili rustici ad esempio.

Clarisse Merlet conclude: “A FabBRICK tutte le nostre creazioni sono pensate e realizzate a mano nei nostri laboratori nel cuore di Parigi. Dalla nostra creazione alla fine del 2018, abbiamo già prodotto  più di 40.000 mattoni, ovvero 12 tonnellate di tessuti riciclati . Sono state sviluppate tre macchine per espandere il progetto. L’ultima versione è stata duplicata cinque volte, per poter aumentare la nostra capacità produttiva. Il passo futuro, per noi, è quello di industrializzare il processo F ab BRICK ation per poter riciclare ancora più scarti tessili!”.