FaceBook e il risarcimento milionario verso software house milanese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:30

Facebook è stata condannata dalla Corte d’Appello di Milano a risarcire ben 3,8 milioni di euro ad un’azienda milanese. Ecco cosa è successo.

Facebook nei guai – MeteoWeek.com

Brutte notizie per il milionario statunitense Mark Zuckerberg, padre del più famoso social network. La sua app Facebook è finita nell’occhio del ciclone per l’ennesima volta, in questa vicenda però, a fare da protagonista è una società Italiana, la software house milanese Business Competence, a quanto pare vittima di plagio.

Non si mette quindi bene per Facebook.

Cos’è successo?

Quattro ragazzi della provincia milanese affondano Zuckerberg in tribunale. Il mese scorso, come detto precedentemente,  un bug di Facebook ha messo a rischio i dati privati degli utenti Instagram (qui l’articolo).

Facebook è stato quindi condannato dalla Corte d’Appello di Milano ad un risarcimento di 3 milioni e 800 mila euro nei confronti di una società milanese di sviluppo software, la Business Competence. Il colosso statunitense ha copiato un’applicazione che, grazie alla geolocalizzazione, permette agli utenti di trovare negozi, locali e ristoranti vicini a loro, cosa che vede molto da vicino l’azienda milanese, Business Competence, con sede a Cassina De’ Pecchi.

Secondo i giudici l’azienda è stata vittima di plagio per l’App Faround, un servizio che tramite la geolocalizzazione, consentiva agli utenti di individuare attività locali, come negozi, ristoranti ed altro.


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3,8 milioni di dollari per plagio – MeteoWeek.com

Le parole di Domenico Bonaretti, Presidente Sezione Specializzata in materia dell’impresa (Sezione specializzata Proprietà Industriale e Intellettuale) sulla vicenda.

Ritiene corrette le modalità con cui la CTU (consulenza tecnica d’ufficio del Tribunale, ndr) ha calcolato in misura pari a euro 3.831.000 il pregiudizio economico complessivo subito da Business Competence, a causa dell’illecita condotta di Facebook

La sentenza era già in corso da tempo, rinviata più volte, e con una grande differenza rispetto al primo risarcimento fissato, che ammontava a “soli” 350 mila euro.

Difatti dobbiamo tornare al 2012 per le origini della vicenda e capirla approfonditamente.

A quei tempi, il primo passo era stato mosso dalla società milanese Business Competence, che propose a Facebook di integrare nei loro sistemi proprio l’App Faround, chiedendo di valutarne le annesse potenzialità e funzionalità.Quindi, si sarebbero affidati alla grande azienda, per lanciare la loro.

Non passarono neanche 5 mesi da quell’incontro, che Nearby uscì finalmente dal suo buco, presentata appunto da Facebook. Un’App estremamente simile al progetto iniziale di casa Business Competence.

La sospetta tempistica con cui Nearby venne presentata al mondo, e la struttura di base della stessa, i due elementi principali che non hanno fatto batter ciglio ai giudici del Tribunale di Milano, che hanno classificato il tutto come plagio, e chiesto di risarcire l’azienda milanese.

Erano anche state disposte a carico di Facebook 90 mila euro di spese legali a favore della società milanese e il rimborso dei consulenti della stessa

Non un bell’inizio per l’app di Zuckerberg, che nel 2020 ha già avuto i suo bel d’affare (Di altri problemi, ne avevamo parlato anche qui) oltre che a questa causa, del tutto meritata se davvero sono andate così le cose.