And Just Like That: il primo episodio divide i fan

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:30

Il fascino, gli abiti firmati, i problemi e le battute sarcastiche delle magiche protagoniste di Sex and The City che ci hanno accompagnate per anni, ritornano quasi immutati in And Just Like That, la nuove serie in onda su Sky e Now TV . Ma, la prima puntata divide i fan. Attenzione: ci sono spoiler nell’articolo.

And Just Like That, il seguito di Sex and the City – meteoWeek.com

Parlare del revival di «Sex and the City» senza fare spoiler è praticamente impossibile, quindi mi limiterò a dire quello che penso, soprattutto della prima puntata. Cominciamo con il dire che la direzione che Darren Star e la sua squadra hanno preso era l’unica possibile.  C’è anche da dire una cosa: è okay il nuovo titolo, perchè di Sex and the City, è rimasta solo la city. Per continuare a raccontare una storia nata 23 anni fa, e che ha accompagnato la maggior parte della popolazione femminile nel tempo, occorreva ripensare alle fondamenta che ha sempre avuto la storia principale, per permettere alle protagoniste di ripartire da zero, sopratutto vista la mancanza, che si fa sentire, che deve affrontare questo revival.

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La grande mancanza: Samantha

Samantha, la grande spatriata – MeteoWeek.com

Un buco, quello lasciato da Samantha uscita di scena per gli screzi legati all’attrice Kim Cattrall. Il quartetto è ora un trio e la dissonanza negli equilibri si sente. L’amatissima Samantha è stata silurata a Londra, dopo la pandemia, e ha tagliato i ponti con quelle che fino ad allora erano state la sua famiglia, per un motivo davvero assurdo: i soldi. Samantha, non l’avrebbe mai fatto. Ma con senno di poi, forse è meglio così. C’è da dire però che è sempre presente. Nei discorsi, nel momento più difficile per Carrie, che ci fa intravedere una chat senza risposta, nelle vie di Manhattan dove le ragazze si trovavano, nei vestiti firmati. Eppure… nessuno, neanche tutti i personaggi aggiunti, riescono a colmare questo spazio vuoto.

Per il resto, ho trovato interessante lo sviluppo di Miranda, che se possibile dimostra di essere cresciuta: dall’idea di non tingersi i capelli, lasciarli bianchi, per non essere schiava della tinta come Jamie Lee Curtis, colei che è stata la protagonista della saga Halloween (una cosa che, conoscendo la strong Miranda, è totalmente in linea con i suoi principi), alle manie di controllo che, se prima si verificavano principalmente sul posto di lavoro, ora sono tutte riversate su Brady, ormai adolescente e con gli ormoni a mille. Insomma, vediamo una Miranda alle prese con il lavoro più difficile al mondo: quello di essere madre. Deludente, d’altro canto, la crescita di Charlotte, che non possiamo proprio chiamare crescita, se messa a confronto con quella di Miranda. Sembra essere diventata una figura di bell’aspetto (che non riesce a muovere la bocca per il troppo botox) e fa quello che non volevamo: la moglie trofeo. Una nota a suo favore, però: è l’unica che affronta i problemi con un minimo di umanità. E lo dimostra quando il senso di colpa la pervade e non riesce a capacitarsene, tanto che viene scambiata per la signora Preston n un momento orribile per Carrie.

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Carrie e Big. Un amore maturo e amaro

Preston e Carrie. Quando il lieto fine non arriva – MeteoWeek.com

Su Carrie, invece, preferisco aspettare a dare un giudizio, perchè questo personaggio mi ha stupita : è chiaro che il personaggio sia cresciuto, non solo emotivamente ma anche come persona (addirittura cucina, o almeno ci prova Lei, che nel forno ci teneva i maglioni)  ma è decisamente troppo tempo per parlare di un cambiamento severo. Per il resto, preparatevi emotivamente perché la visione di «And Just Like That» non prevede cielo sereno, almeno all’inizio. Stiamo per parlare dello spoiler forse più brutto, una palla curva che non ci aspettavamo, che ci ha dilaniato il cuore.

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SPOILER

Una cyclette per ricchi. Un concerto in parallelo. Carri esce guarda la sigla di Charlotte esibirsi al piano, mentre a casa, Big si allena con una forza di volontà che poco si addice all’uomo che ha passato mezzo decennio a bere e fumare come un turco. Lo spettatore si aspetta qualcosa, perché quando mai ci è interessato un sudato Preston alla cyclette? Ed eccola lì, la scelta degli sceneggiatori. L’infarto di Big, che perde i sensi non prima di riuscire a salutare per sempre  l’amore della sua vita e morire tra le sue braccia (NON SO CARRIE MA CHIAMARE UN’AMBULANZA?). E così, lo salutiamo, inconsapevoli ancora di questa scelta. Cosa ci riserverà ancora?