Un ex manager di Instagram parla: ecco cosa succede se si usano le app di Zuckerberg

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:32

Ennesima bufera travolge l’azienda di Manlo Park dopo le accuse della ex manager Frances Haugen presentate al Senato

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A finire nel mirino della Haugen sarebbe Instagram Kids che rappresenterebbe un pessimo intrattenimento per i minori – MeteoWeek.com

Questo è un momento particolarmente turbolento per Mark Zuckerberg. Il CEO di Facebook è stato travolto dall’ennesima polemica a seguito delle pesanti accuse che vengono rivolte a Instagram Kids da parte della ex manager Frances Haugen.

La donna, ingegnere di 37 anni, ha lavorato presso l’azienda californiana dal 2019 al 2020. E di recente è stata ascoltata da una sottocommissione del Senato statunitense dove ha potuto argomentare i contenuti presenti del dossier consegnato al Wall Street Journal. A finire al centro del mirino sono state le pesantissime obiezioni poste in merito di tutela ai minori. Oltre che al comportamento non etico da parte dei vertici aziendali.

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Per la Haugen la stessa presenza di IG kids sarebbe da considerare inappropriata. Secondo le sue valutazioni provocherebbe nel 6% dei minori casi di dipendenza, danneggiamento morale, nonché calo vertiginoso delle performance scolastiche.
Questo è solo uno degli aspetti sollevati da questa talpa che pare inarrestabile nel portare il suo diniego alla ribalta.

Quello che sappiamo delle accuse scagliate dalla Haugen e la risposta dì Zuckerberg

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Non solo minori, ma anche politiche aziendali scorrette. La ex dipendente ha chiarito la sua posizione con la stampa proprio durante una trasmissione contenitore della CBO, a 60 minutes. Il suo ruolo aziendale era stato quello di coordinatrice della squadra impegnata nel supervisionare all’integrità civica. Un compito che probabilmente non le avrà dato il giusto riconoscimento, visto che dopo circa un’anno decise di andare via sbattendo le porte.

Secondo la donna, durante la sua permanenza aveva assistito ad una serie di conflitti di interesse tra quelle che erano le scelte giuste ed etiche e quelle che invece erano dettate da una strategia aziendale votata solo all’interesse e al profitto, con una spiccata tendenza alla fake news e l’incitazione alla violenza.

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In contrasto con quanto emerso, non si è fatta attendere la contro risposta di Zuckerberg. In una lettera aperta ai suoi dipendenti si è espresso indicando le accuse come totalmente illogiche, e non allineate a quella che è la realtà dell’azienda.

A motivare questa affermazione ha portato come esempio la stretta collaborazione tra Facebook e gli inserzionisti basato su posizioni equilibrate e rispettose. Non ci sarebbe alcun interesse a sviluppare un ambiente poco positivo o malsano, sia in termini strategici che economici.

Tuttavia la Haugen pare un fiume in piena, una gola profonda che sembra non avere fine, in grado di tirare fuori scheletri dall’armadio, e toccare tasti scoperti. Infatti gli argomenti tirati in ballo fino ad ora, sicurezza per i minori, incitamento alla violenza e fake news, sono sempre molto sentiti dall’utenza globale che mi avverte come delle criticità che necessitano attenzione e miglioramento continuo.