Vi ricordate i campioni prelevati dalla Luna? Ecco il primo identikit

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:41

Ci sono nuovi aggiornamenti da parte degli scienziati in merito alle caratteristiche del materiale prelevato sul suolo lunare 

La NASA fa atterrare VIPER vicino al cratere Nobile della Luna: ecco il nuovo allunaggio
La Luna è sempre stata oggetto di studio e analisi da parte della scienza nel corso dei decenni e dei secoli – MeteoWeek.com

A presentare online alla platea i risultati sulle analisi, compiute sui frammenti riportati, è stato il ricercatore Yuqi Qian della China University of Geosciences in occasione del Congresso europeo di scienze planetarie (Epsc 2021).

I dati acquisiti grazie ai campioni raccolti sul suolo lunare, circa 2 kg di materiale, parlano chiaro circa l’origine del composto roccioso. La sua matrice è al 90% una base di natura vulcanica, una caratteristica che potrebbe essere legata strettamente alla zona di raccolta in cui ha agito la sonda. Il restante 10% invece è costituito da elementi probabilmente addizionali, dovuti, si ipotizza, alla degradazione degli strati più superficiali a seguito di una pioggia di “lapilli”. Queste osservazioni potrebbero ampliare l’orizzonte delle ipotesi circa la genesi e l’attività del nostro satellite.

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Dalle diverse osservazioni eseguite sono emerse anche delle componenti vetrose, dovute probabilmente all’attività dei due camini Rima Mairan e Rima Sharp che rispettivamente, partendo dal luogo di collocazione della sonda, si trovano 230 e 160 km di distanza. Va tenuto conto che, in base alle ipotesi avanzate dagli scienziati, la maggior parte dei frammenti presenti sono associati all’attività vulcanica del cratere Harpalus, disposto a nord-est. Quest’ultima sarebbe stata talmente violenta da scagliare i detriti fino ad una distanza di 1.300 km.

Cosa stiamo imparando dalla Chang’e-5

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La missione cinese prosegue senza intoppi e ci restituisce una panoramica di informazioni addizionali mai presentate prima – MeteoWeek.com

Questa missione ha stabilito un importante successo, quello di aver avuto accesso al materiale di riporto più recente giunto dalla Luna. L’area selezionata infatti è geologicamente la più giovane mai analizzata. L’Oceanus Procellarum, ovvero Oceano delle Tempeste, ha solo circa due miliardi di anni e non era ancora rientrato nell’ambito delle ricerche delle missioni precedenti. Sia la NASA che la Roscosmos infatti avevano orientato le loro direzioni di investigazione verso aree lunari differenti.

D’altronde gli obiettivi prefissati per Chang’e sono notevoli. Il programma spaziale è un complesso sistema in tre fasi. La prima consisteva nel raggiungimento dell’orbita lunare. La seconda ha previsto l’atterraggio di un rover. La terza, quella attualmente in corso, riguarda appunto il campionamento. Il modulo Chand’e 5 è stato lanciato in de orbita a novembre dello scorso anno, primo della sua serie, e verrà seguito da un’altro a termine della sua attività.
L’obiettivo del governo di Pechino è quello preparare il terreno per la creazione di un avamposto valido ad ospitare una colonia umana nell’area vicino al polo sud, entro il 2030.

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Uno scheduling veramente ambizioso, che rientra però nelle strategia di conquista allo spazio identificata dalla Cina, avviata probabilmente dalla spinta propulsiva a seguito dell’estromissione dal progetto dell’ISS.