“Volevo vedere quanto era lungo” ragazzo s’infila un cavo USB nel pene e finisce in ospedale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:40

Un gesto singolare e sicuramente da non emulare quello compiuto dall’adolescente che ha rischiato anche parecchio

Cosa può succedere al nostro organismo se immettiamo impropriamente in esso un cavetto usb? – MeteoWeek.com

I medici del pronto soccorso dell’University College Hospital di Londra sicuramente non si saranno scomposti minimamente quanto il giovane paziente si è presentato all’accettazione, accompagnato da un genitore, per chiedere il supporto del personale medico.  Tuttavia l’episodio accaduto è molto singolare, tanto da fare parlare di se anche fuori dagli ambulatori.

Il tema dell’esperimento è la curiosità, in buona sostanza e la scoperta di se, anche a costo di rischiare di farsi male. Ma procediamo con ordine nella comprensione dell’episodio partendo appunto dalle cause che l’hanno decretato. Un l’adolescente inglese ha ben pensato di effettuare una misurazione biometrica inconsueta tramite uno strumento insolito ovvero un cavo USB.

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Spinto forse dall’ingenuità ha deciso di inserire all’interno della sua uretra il dispositivo, incurante delle conseguenze che questo gesto avrebbe portato, per misurare il suo organo riproduttivo.

Il ragazzo infatti, nel successivo tentativo di estarre il cavetto, è andato incontro ad una brutta sorpresa. L’oggetto infatti si è attorcigliato ed è rimasto incastrato, causando una minzione mista a sangue.

Un caso clinico sotto molto punti di vista che potenzialmente avrebbe potuto avere risvolti più gravi.

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Questo sintomo lo ha quindi convinto a recarsi in ospedale, accompagnato da un adulto, ma in fase di visita ha chiesto tuttavia, forse per pudore o rendendosi conto della stupidaggine fatta, di essere solo.  Il quadro clinico presentato non è stato certo dei migliori.

Gli specialisti urologi hanno dapprima tentato la strada dell’uretomia, un trattamento medico per via endoscopica che normalmente agisce sui restringimenti del canale uretrale. Ma nel caso del ragazzo non si è rilevata la scelta risolutiva. Sono quindi state necessarie delle analisi più approfondite e solo grazie ad una radiografia pelvica è stata chiara la necessità di procedere con un intervento.

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Un colpo di bisturi ha messo fine alle sofferenze del giovanotto e la situazione è positivamente rientrata nei ranghi. Ma la peculiarità della vicenda non è sfuggita al personale sanitario.

Difficile riuscire a credere che un evento così ridanciano potesse essere l’oggetto di una rivista scientifica specializzata. Ed invece questo fatto così peculiare è stato discusso sulle pagine del settore Urology Case Reports che ha portato alla ribalta il caso clinico rilevato dal personale.

Non sono molte le considerazioni da fare o se c’è una banale morale del caso è difficile coglierla a meno di non essere un quindicenne dalla spiccata capacità di mettersi nei guai. Resta il fatto che l’unica lezione che possiamo portarci è solo una, quella di non ripetere questo insensato esperimento a casa.