UE lancia il Covid Pass per smartphone: la soluzione per tornare a viaggiare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:25

L’idea arriva dalla Commissione europea. Il Covid Pass dovrà certificare che il portatore è vaccinato oppure negativo al test, oppure immune in quanto già guarito dal coronavirus. 

Il passaporto per viaggiare – MeteoWeek.com

Viaggiare. Il grande tabù che ci accompagna dal 2020, sta per tornare ad essere possibile.

In arrivo un lasciapassare, un green pass Covid, per riprendere a viaggiare. Lo ha lanciato la Ue e si tratta di un certificato che da giugno consentirà una più agevole ripresa degli spostamenti transfrontalieri e del turismo.

In cosa consiste

Il certificato proposto da Bruxelles è gratuito per i cittadini e consiste in un QR code da tenere nello smartphone o da stampare su carta, come quelli utilizzati per i biglietti aerei, con tre alternative per dimostrare di poter viaggiare: essersi sottoposti alla vaccinazione, essere risultati negativi a un tampone, oppure essere guariti dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi.

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Il certificato non sarà un vero e proprio passaporto a come siamo abituati noi, ovvero di carta e indispensabile per uscire dall’Unione Europea.

Uno dei diritti fondamentali, sancito anche nelle carte costituzionali, è la libertà di movimento delle persone.

Piuttosto singolare vista la situazione.

Tuttavia oggi è ostacolato dalle varie regole che ciascun Paese ha adottato a motivo della pandemia con restrizioni alla circolazione e ai viaggi.

Il green pass Covid Ue dunque “non è un passaporto vaccinale, ma un certificato verde per evitare divisioni e blocchi” tra i Paesi Ue, volto a “facilitare gli spostamenti dei cittadini europei” e a far ripartire il turismo in vista dell’estate, ha spiegato il commissario europeo per la Giustizia Didier Reynders in un incontro con i media.

Il pass è interoperabile e vincolante per i Paesi Ue» allo scopo di «evitare ogni forma di discriminazione”, sono state le parole di Reynders riprese da molte testate, in riferimento appunto alla questione della fondamentale libertà di circolazione assieme al principio che non fosse discriminato chi ha deciso di non vaccinarsi (come avrebbe implicato un “passaporto vaccinale”).

Avere ricevuto il vaccino non sarà dunque un pre-requisito per viaggiare, elemento ritenuto chiave da più parti per evitare discriminazioni nei confronti di coloro che non avranno potuto vaccinarsi.

Se la proposta sarà approvata così com’è dai leader Ue nei prossimi mesi, i governi nazionali saranno obbligati a consentire l’ingresso e la libera circolazione di coloro che potranno esibire il pass.

E questo varrà per tutti i vaccini approvati dall’Ema, ma non solo: anche gli altri antidoti sul mercato finora privi di autorizzazione europea, come lo Sputnik e il Sinovac, sono ammessi nel certificato, sarà poi facoltà delle autorità nazionali del Paese d’arrivo decidere se riconoscerne la validità.

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Come ottenerlo

Covid Pass – MeteoWee.com

Il documento, che sarà disponibile gratuitamente in formato digitale o cartaceo, certificherà che il portatore dello stesso è persona vaccinata contro il Covid e/o ha effettuato un test (Naat, Pcr o test rapidi antigenici) con risultato negativo, oppure ha già contratto la malattia ed è guarito diventando pertanto immune.

  • Il certificato includerà un codice QR a risposta veloce utilizzato per la lettura con gli smartphone e una firma digitale per garantirne la sicurezza e l’autenticità e sarà redatto in inglese e nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro emittente.
  • Per rendere operativo il pass a giugno e salvare la stagione turistica servirà tuttavia trovare un accordo come sempre non scontato tra i Ventisette.

Ad insistere sull’urgenza dello strumento sono soprattutto la Grecia e i Paesi il cui Pil dipende in modo preponderante dal turismo.

E proprio Atene nei giorni scorsi ha deciso di anticipare i tempi, annunciando isole Covid-free e assicurando che dal 14 maggio tutte le persone in possesso di vaccino o tampone negativo potranno trascorrere li le proprie vacanze.

Una fuga in avanti seguita anche da Vienna, che ha fatto sapere che il suo certificato arriverà già ad aprile. “Non vogliamo attendere l’introduzione a livello europeo“, ha sollecitato il cancelliere Sebastian Kurz.