Nell’imminente futuro un supercomputer quantistico deciderà le nostre cure

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:10

Alcune pubblicazioni recenti suggeriscono un futuro decisamente interessante per il settore medico: a decidere per le nostre cure sarà un supercomputer quantistico, in grado di progettare la struttura di una molecola e di simularne il comportamento

supercomputer quantistico
Un supercomputer quantistico riuscirà nell’imminente futuro a progettare molecole in tempo reale, evitando di doverle riprodurre in laboratorio. – MeteoWeek.com

La tecnologia sta facendo passi da gigante, e uno degli aspetti forse più importanti, oltre che interessanti, da valutare nel prossimo futuro sarà l’implementazione con il campo medico. Un paio di mesi fa avevamo parlato della possibilità di sfruttare l’intelligenza artificiale per trovare cure mediche adeguate e curare il diabete: è soltanto uno degli esempi immaginati dagli esperti del settore per l’applicazione di questa tecnologia in campo medico.

E’ verosimile che in futuro, anzi, in un futuro imminente, si potranno interfacciare ancor di più medicina e informatica tramite l’utilizzo di supercomputer quantistici, in grado di elaborare una mole di dati incredibilmente più alta dei moderni computer, portando il settore medico ad un livello nettamente superiore.

Supercomputer quantistici per scegliere le nostre cure

La rivista IEEE Spectrum, della corrispettiva associazione di scienziati professionisti esperti nelle soluzioni mediche tecnologiche, ha riportato in questi giorni la presentazione di una partnership tra Boehringer Ingelheim, tra le più grandi aziende farmaceutiche al mondo, e Google Quantum AI, divisione di Google specializzata proprio nell’utilizzo di queste tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.

La collaborazione tra le due grandi aziende dovrebbe dar vita a quelle che saranno le “cure del futuro”. Con i progetti ideati dalle due compagnie, in futuro si potrà verosimilmente sfruttare un supercomputer quantistico per elaborare le cure dei pazienti. In che modo? L’utilizzo degli algoritmi e della IA di Google, combinata alle conoscenze mediche dell’azienda farmaceutica tedesca, permetterà al computer di progettare in tempo reale molecole e studiarne la reazione all’interazione con un certo agente maligno, come un virus. In questo modo non ci sarà bisogno di realizzare la molecola in laboratorio, risparmiando molto tempo e proponendo le cure migliori con largo anticipo.

Allo stesso modo la multinazionale Roche si è affidata ad un’altra società esperta nell’ambito delle intelligenze artificiali e dei computer quantistici, Cambridge Quantum Computing. L’obiettivo è simile: progettare algoritmi da utilizzare con i computer quantistici nelle prime fasi dello sviluppo delle terapie.

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I progetti in merito sono già stati avanzati da alcune aziende farmaceutiche. – MeteoWeek.com

I computer quantistici

La differenza principale tra i computer quantistici e quelli tradizionali risiede nella tecnologia alla base del loro funzionamento. Se i computer tradizionali sfruttano i transistor, che possono essere su 0 o su 1 del codice binario (quindi su Acceso o Spento), i computer quantistici al contrario sfruttano una capacità degli atomi studiata in fisica quantistica: la possibilità di trovarsi in uno stato che è allo stesso tempo 0 e 1.


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Da ciò ne deriva che il qubit, unità minima di informazione del computer quantistico e opposta al classico bit dei computer tradizionali, consente di svolgere il doppio delle operazioni, in modo esponenziale. L’utilizzo dei computer, e del calcolo computazionale, è già alla base dello sviluppo dei farmaci innovativi, ma come spiega Ryan Babbush, Head of Quantum Algorithms di Google, non sono più sufficienti:

“[…] A causa della struttura degli algoritmi, i computer di oggi non sono in grado di risolvere molti dei problemi reali che sono la sfida principale nelle prime fasi di sviluppo, a partire dalla simulazione e dall’analisi di molecole collegate ai meccanismi con cui si sviluppano le malattie. I computer quantici hanno il potenziale di creare nuove opportunità per l’innovazione farmaceutica per una serie di malattie”.