La schedatura sanitaria automatica: come funziona e come evitarla

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:00

Ecco come schederanno i dati sanitari anche senza consenso. Di cosa si tratta e come evitarlo.

Schedatura sanitaria elettronica – MeteoWeek.com

Nel totale silenzio dei media un nuovo attacco è in corso alla privacy dei cittadini contribuendo alla creazione di un mondo sempre più orwelliano. L’11 gennaio il governo ha fissato la data per il consenso automatico di tutti coloro che tacciono al fascicolo sanitario elettronico.

Ma cos’è la schedatura sanitaria? E poche se non neghiamo il consenso, è considerato attacco alla privacy?

Approfondiamo la questione.

Cos’è la schedatura sanitaria

Il fascicolo sanitario elettronico (la schedatura sanitaria) è l’insieme dei dati e delle informazioni cliniche che costituiscono la storia sanitaria di ogni cittadino. All’interno del Fascicolo si trovano documenti di tipo sanitario, amministrativo oltre alle prescrizioni mediche e farmaceutiche. Quindi, dati su ricoveri di pronto soccorso, referti, profili sanitari, informazioni su diagnosi, terapie, cartelle cliniche, vaccinazioni, certificati, ecc. Ad oggi il FSE risulta attivo solo da una piccola percentuale della popolazione, il 20% circa.

Cosa prevede l’art. 11

L’articolo 11 del decreto legge «Rilancio» (n. 34/2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19/5/2020), nel disporre misure urgenti in materia, appunto, di Fascicolo sanitario elettronico (Fse) impone una serie di modifiche all’articolo 12 del dl 179/2012, tra le quali l’abrogazione del comma 3-bis. In base a questo comma, il Fse poteva essere alimentato esclusivamente sulla base del consenso libero e informato da parte dell’assistito, il quale poteva decidere se e quali dati relativi alla propria salute dovevano essere inseriti nel fascicolo medesimo. C’era un diritto alla non raccolta di dati, all’oscuramento (totale o parziale) dei dati e anche un diritto all’oscuramento dell’oscuramento (non far sapere di avere chiesto la cancellazione di alcune informazioni). L’abrogazione del comma 3-bis comporta la possibilità di alimentazione del fascicolo anche in assenza del consenso.


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Per presentare la negazione al consenso è necessario scaricare e compilare il modulo di “Oscuramento e de-oscuramento dei dati e documenti”.

Il paziente ha il diritto di richiedere l’oscuramento dei dati e dei documenti sanitari e sociosanitari sia prima dell’alimentazione del FSE sia successivamente. E può decidere di revocare in ogni momento l’oscuramento.

In questi casi, i dati e i documenti oscurati potranno essere consultati esclusivamente dall’interessato e dai titolari che hanno generato i relativi documenti.

L’oscuramento deve avvenire con modalità tali da garantire che gli altri soggetti abilitati all’accesso al FSE per le finalità di cura non possano venire automaticamente a conoscenza del fatto che l’assistito ha effettuato questa scelta e che esistano dati “oscurati”.

Come spiega il garante alla privacy, “in caso di richiesta di oscuramento dei dati, questi potranno essere consultati esclusivamente dall’interessato e dai titolari che hanno generato i predetti documenti”.

E continua “A prescindere dal consenso dell’assistito” quindi anche se neghiamo il consenso “il Fascicolo Elettronico Sanitario (FSE) verrà generato e alimentato automaticamente e i dati presenti in questo, potranno essere consultabili senza i dati identificativi dell’assistito e nel rispetto dei principi di indispensabilità, necessità, pertinenza e non eccedenza, dalle Regioni e dal Ministero della salute per svolgere le relative funzioni governative e di ricerca”.  Il sito del Garante informa inoltre che “la prestazione sanitaria è comunque garantita, anche in caso di negativo consenso”.