Come i Social hanno fomentato e aiutato la diffusione dei complottisti ai tempi del Covid

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:30

I complottisti esistono dai tempi antichi, ma quanto sono nocivi in una società che si definisce all’avanguardia?

Complottismo sui social – MeteoWeek.com

Come si riconosce un complottista? Ha una C scarlatta sul petto? Un segno sulla fronte? Gli esperti della Australian National University hanno indagato a fondo il mondo dei complottisti, per cercare di tracciarne l’identikit. Il risultato: si tratta di persone piuttosto ordinarie, che usano il linguaggio e i social network in modo abbastanza indistinguibile rispetto agli altri.

Che siano convinti che la Terra sia piatta, ormai da tanti anni, che credano a dietrologie sugli attentati dell’11 settembre o neghino che l’essere umano abbia messo piede sulla Luna, sembra infatti che abbiano un tratto in comune: si tratta di persone comuni, si può dire nella media, almeno per quanto riguarda l’uso della lingua e dei social network, nel senso che sono difficilmente distinguibili da utenti appartenenti ad altre ‘bolle’.

A scoprirlo un’équipe di ricercatori della Australian National University (Anu), che hanno analizzato oltre due miliardi di contenuti pubblicati negli ultimi otto anni su Reddit. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati in open access sulla rivista Plos One.

Complottisti ai tempi del Covid

Antivax – MeteoWeek.com

Sono bastati cinque like ad un video di un sindaco leghista a Maggio, per aprire i cancelli ai complottasti che tutt’ora credono che il Covid sia una messa in scena per tenerci rinchiusi in casa e controllati.

Parole di un complottista schierato pubblicamente contro i vaccini in generale e contro quello anti Coronavirus in particolare, quando e se diventerà disponibile. “Non fate il vaccino quando uscirà… metteranno di tutto dentro per farci diventare degli zombie” e solo una delle frasi che girano sui Social.

In questo caso, quanto è utile condividere i propri pensieri sui social network? quanto può influenzare un pensiero?

Noto il caso della parlamentare ex M5s Sara Cunial, la stessa fermata dalla polizia mentre si dirigeva ad Ostia per una giornata in spiaggia in piena quarantena.

Al no ai vaccini, ha affiancato il no alle nuove reti per le telecomunicazioni 5G, no ai fitofarmaci, alle Olimpiadi, alla “reclusione” degli italiani in casa per proteggerli dal Coronavirus e infine no alla sperimentazione di un vaccino contro il Covid-19.

Su Facebook la parlamentare afferma di voler approfondire il “legame tra il virus e i vaccini”. Un legame che, secondo lei, sarebbe evidente proprio nelle province di Brescia e Bergamo dove “queste vaccinazioni sono state ampiamente somministrate”.


Al Laboratorio di Data Science and Complexity della Ca’ Foscari di Venezia, dove per primi hanno individuato le “camere di eco” sui social network, comunità online dentro le quali finiscono per prevalere le tesi più estreme sempre dello stesso segno, dicono da anni che la crisi di fiducia nelle istituzioni e nelle fonti accreditate di informazione genera fra le altre cose anche fenomeni come il complottismo. Non si ferma mai su una singola argomentazione, ma passa dall’una all’altra senza soluzione di continuità. Poco importa poi che il male si incarni nel finanziere George Soros, nei vaccini o ancora in chi crede nella curvatura terrestre e nelle presunte fandonie della Nasa.

Quello però che ci teniamo a dirvi, è di non fidarvi sempre di quella persona pronta a dire la sua senza ascoltare gli altri, le istituzioni o pronta a scatenare una discussione. Saranno anche persone comuni, ma hanno caratteristiche che non si possono ignorare.