Ravn X, il maxi Drone USA in grado di lanciare satelliti in orbita

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:30

Ravn X, mai prima d’ora un drone a pilotaggio remoto così grande, potente ed evoluto.

Un momento della fase di decollo di Ravn X – MeteoWeek.com

Dalla Aevum casa costruttrice di apparecchiature aerospaziali e tecnologie all’avanguardia, spunta un gioiello di rara fattura chiamato Ravn X. Si tratta di un sistema a pilotaggio remoto, senza alcun rischio per il pilota umano, ma in grado di arrivare comunque in orbita bassa.

Il suo compito, avrà inizio con il lancio dei piccoli satelliti, compito che riuscirà a coprire facilmente in un lasso di tempo senza e uguali: parliamo di appena 180 minuti, solo tre ore per ogni satellite. Il componente da lanciare verrà agganciato nella parte bassa della fusoliera, in modo da non compromettere l’efficienza aerodinamica, né tantomeno essere di ostacolo nelle manovre di atteggio e decollo.

Grazie alle prime immagini e video rilasciati, notiamo un mezzo quasi uguale ai caccia di ultima generazione, ma privo della cabina di pilotaggio e quindi senza il classico “cupolino” in vetro dove si cala il pilota. I dati tecnici ci parlano di un velivolo lungo 25 m con apertura alare pari a 18,3 m e un’altezza di poco superiore ai cinque.


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Per questo drone da primato occorre poco più di un miglio per decollare, utilizzando lo stesso carburante dei jet e raggiungendo una velocità di circa 930 km/h. L’altro grande punto di forza riguarda il riutilizzo delle sue parti dichiarato sopra il 90%, ma che per i primi test non oltrepasserà il 70%.

Questo significa che rispetto a tutti i suoi concorrenti a funzione autonoma, il Ravn X potrà essere lanciato in qualsiasi momento, 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e su ogni pista ordinaria, risparmiando così sia su tutte quelle installazioni particolari e progettate per i lanci spaziali, che sulla logistica, trasporto e condizioni speciali per i lanci.

Esempio di lancio satellite da Ravn X – MeteoWeek.com

Tutto ciò porterà quindi vantaggio in diversi aspetti, da un abbassamento sostanziale dei costi per ogni lancio orbitale, ai tempi necessari e l’impatto sull’ambiente. Anche il personale necessario sarà solo di 6 unità, quindi di più semplice gestione e organizzazione in ogni fase.

Per ora siamo ancora in fase sperimentale, afferma il CEO di Aevum che prevede che nei prossimo 18 mesi riuscirà ad avere tutte le licenze necessarie al volo, sia “ordinario” che “spaziale”.