Che quantità di germi sono presenti sulle nostre tastiere e soprattutto che pericoli possono portarci?

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Ogni giorno che sia per lavoro, svago o semplicemente una ricerca e qualche acquisto, le nostre dita passano con molta probabilità su una tastiera

Come igienizzare la tastiere
Pulizia di una tastiera con alcool – MeteoWeek.com

Magari scrivete mentre state consumando uno snack o dopo aver coccolato il vostro animaletto da compagnia. Nei casi meno esemplari, dopo essere stati in bagno (e magari dimenticandosi di lavarsi le mani!). Così si annidano milioni di batteri sulla tastiera che diventa così un potenziale veicolo per batteri e virus, soprattutto durante la stagione influenzale. Volendo riportare un esempio limite, alla Clinica e Malattie Infettive (Eccmid) a Milano, hanno esaminato 156 tastiere in varie zone del loro ospedale, sia nei reparti sia negli uffici come la segreteria o l’accettazione. 

Sono stati così individuati ben 24 ceppi, soprattutto di Staphilococcus Aureus, enterobatteri ed Escherichia coli. Ovviamente non ci si aspettano gli stessi risultati per una tastiera che si possa trovare in casa o in un qualsiasi altro ufficio che non sia in ambito sanitario. Il consiglio sarebbe quello di igienizzarla il più possibile ed evitare di utilizzarla con le mani sporche: vediamo nel dettaglio come pulirla senza rovinarla in modo semplice ed efficace! Nel caso dei computer fissi, scollegare la tastiera in modo da non avere passaggio di corrente elettrica sulla componente, che potrebbero causare corti circuito che danneggerebbero inevitabilmente quest’ultima.

Dopodiché utilizzare una bomboletta ad aria compressa in modo da spazzare via tutte le impurità rimaste incastrate tra le fessure dei tasti, mantenendo sempre una distanza debita dalla tastiera, per evitare che il gas contenuto ad alta pressione all’interno della bomboletta si condensi bagnando i componenti. Un’alternativa valida alla bomboletta, ma che certamente non sortirà la sua stessa efficacia, sono le varie gomme e gel che si possono reperire facilmente sul web o in negozi specializzati, le quali intrappolano al loro interno la sporcizia tra i tasti. Queste si possono riutilizzare più volte e hanno un costo che si aggira attorno agli 8-10 euro. 

La sporcizia presente sui tasti evidenziata ai raggi ultravioletto

Disinfezione dei tasti

si può quindi passare a una disinfezione dei tasti, punto in cui si poggiano le dita e sede di maggior veicolazione. Basta utilizzare un panno morbido inumidito di una soluzione a base alcolica contenente almeno un volume di alcool al 70% e insistere lì dove i tasti sono opacizzati. Per un lavoro più certosino si possono utilizzare anche i cotton fioc su ogni singolo tasto.

E i portatili?

Essendo la tastiera non scollegabile e montata al di sopra di tutte le componenti del computer stesso, oltre che a quelle della tastiera, questi sono intrinsecamente più delicati da sottoporre a questo trattamento. In ogni caso sarebbe un buon consiglio eseguire la pulizia mantenendo il computer spento, scollegato da qualsiasi fonte elettrica e (se possibile) scollegando la batteria. Qui la soluzione del cotton fioc può essere strettamente necessaria.

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La soluzione migliore.

Un azienda del torinese ha progettato e brevettato una tastiera (e anche un mouse!) dal design e dalle componenti adatte a una pulizia e disinfezione efficiente e costante. Questo perché il design minimizza gli anfratti in cui possono insediarsi la sporcizia e i microrganismi e soprattutto perché hanno un rivestimento integrale in silicone, di cui alcuni modelli autoclavabili a 138 gradi centigradi! Il loro costo non è certo competitivo nei confronti della gran parte delle tastiere, ma potrebbe essere indispensabile per alcune categorie di lavoratori.