Robot in grado di riprodursi? Ecco l’ultima trovata

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:00

Sono stati creati dei robot in grado di potersi riprodurre tra loro, arrivando a generare nuove forme di vita proprio come gli esseri umani. Ma in che modo lo fanno?

Robot in grado di riprodursi? Ecco l'ultima trovata
Come vediamo nell’immagine, la struttura di questi organismi è molto simile a quella di Pac-Man. Ciò significa che si riproducono nel momento in cui, uno dei due robot, “mangia” l’altro – MeteoWeek.com

I robot sono delle macchine molto complesse e difficili da costruire, motivo per cui è necessario impiegarle soltanto in delle circostanze dove, la loro presenza, è davvero fondamentale. Un banale esempio che possiamo fare al riguardo sono le fabbriche con una manodopera pesante, e dal momento che le macchine non risentono della stanchezza fisica, sono perfettamente adatte a questo tipo di lavoro.

Casi minori possono essere i robot che si occupano di pulire le superfici, parlare, raccogliere dati o eseguire alcuni ordini imposti dal legittimo proprietario. Insomma, comprendiamo molto bene che la loro esistenza, che sia per una attività di grande importanza o meno, semplifica di molto la nostra vita.

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Ma abbiamo mai preso in considerazione l’idea che potessero essere in grado di riprodursi? Chiaramente no visto che non hanno né gli strumenti e tanto meno le funzioni adatte per farlo, però un gruppo di ricercatori ha tentato di fare questo esperimento, riuscendoci con successo.

Dei robot in grado di riprodursi

Si tratta degli Xenobot, cioè le prime macchine viventi in grado di potersi moltiplicare come se fossero degli esseri umani. Sono state usate delle cellule della rana Xenopus insieme a sfere di pochi millimetri programmate direttamente da una intelligenza artificiale. Possono muoversi nello spazio e auto-replicarsi assemblando le cellule che incontrano lungo in percorso, dando vita a nuovi organismi.

I risultati sono stati resi noti sulla rivista Pnas, acronimo di Accademia americana delle scienze, da un gruppo statunitense formato dalla Tuft University, da Harvard e dall’Università del Vermont. Per poterli creare, i ricercatori si sono serviti delle cellule della pelle di larve di un tipo di rana, incubandole fino ad ottenere degli organismi pluricellulari ricoperti di ciglia e capaci di muoversi.

In seguito sono stati posti su una piastra assieme ad altre cellule di Xenopus, e vista la vicinanza sono riusciti ad unirsi tra loro, formando sempre più organismi dotati di movimento. Questo esperimento, dunque, si è rivelato essere un vero e proprio successo.

E ciò che hanno da offrire non è nemmeno da sottovalutare: grazie ad una simulazione effettuata al computer, hanno potuto vedere la maniera con cui, queste cellule, si organizzano, comprendendo in fretta che potessero essere usate anche per altri scopi oltre che a quello della riproduzione.

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Difatti, i ricercatori hanno pensato alla possibilità di far eseguire loro alcuni compiti semplici ed utili, come quelli di aderire a fili o chiudere dei circuiti. Nulla di troppo complesso per il momento, ma è possibile che, più avanti, possano fare anche di meglio.