Il primo occhio stampato in 3D è stato trapiantato con successo ad un londinese

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Una protesi oculare stampata in 3D: non è fantascienza ma è una innovativa protesi impiantata a Steve Verze, ingegnere di 47 anni. L’intervento, eseguito al Moorfields Eye Hospital di Londra, apre la strada alle protesi del futuro. Diciamo addio alle tradizionali protesi acriliche e benvenuta all’innovazione.

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L’ingegnere ha provato per la prima volta l’innovativa protesi 3D lo scorso 11 novembre ed è stato operato appena due settimane dopo. Dopo essersi sottoposto all’impianto è rientrato immediatamente a casa, senza alcuna complicazione. Finalmente ha un occhio estremamente realistico e comodo.

Una tecnologia con molti vantaggi

L’incredibile risultato di Steve porta a numerosi interrogativi. Prima di tutto ci chiediamo perché sia preferibile questo tipo di protesi a quella tradizionale. Sicuramente, questa nuova tecnologia di prodotto comporta un effetto decisamente più dettagliato, definito e realistico. Infatti, la protesi 3D conferisce una reale percezione della profondità della pupilla.

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La protesi, infatti, viene realizzata tramite una stampante 3D, strumento già utilizzato per produrre bistecche vegetali, protesi dentarie, ponti e molto altro. Prima della stampa viene realizzata una scansione dell’occhio, abbandonando il metodo classico che era molto invasivo perché prevedeva uno stampo della cavità oculare.

L’utilizzo di tali stampanti sta conquistando non solo il campo medico, ma anche quello ingegneristico. Nell’industria dei prodotti di consumo, delle pompe centrifughe, dei macchinari tecnologici più avanzati, la stampa 3D viene ampiamente usata. Il sistema, detto anche prototipazione rapida, è una tecnologia additiva che permette di realizzare un oggetto strato dopo strato. Si parte direttamente da un modello CAD 3D e si procede con diverse tecnologie che differiscono tra loro per il modo in cui sono stampati gli strati.

La gioia di un occhio nuovo

Altro vantaggio è che il processo di produzione di queste protesi è molto più veloce. Infatti, gli occhi protesici acrilici tradizionali sono dipinti a mano e necessitano di circa sei settimane per essere completati. Invece, la protesi 3D, una volta eseguita una scansione, può essere stampata entro due ore e mezza. Viene, poi, inviata a un oculista per la rifinitura, la lucidatura e l’adattamento.

L’aspetto più importante di tutta la vicenda, però, è indubbiamente la gioia di Steve. Il suo aspetto è incredibile, estremamente realistico. Dopo l’operazione ha dichiarato, entusiasta dell’esito: “Ho necessità di una protesi oculare da quando ho 20 anni e mi sono sempre sentito a disagio. Questo nuovo occhio ha un aspetto fantastico“. Trapela la gioia di un uomo che ha atteso tanto un miracolo.

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Sicuramente tale conquista tecnologica rivoluzionerà il mondo della medicina. Non solo perché tali protesi sono migliori delle tradizionali, ma soprattutto perché risultano di gran lunga più veloci nella produzione. Sarà più facile produrle su larga scala e abbatterne i costi. Questo comporterà un grandissimo beneficio per tutti coloro che necessitano di una protesi comoda, poco invasiva e di veloce produzione.