Il delta fluviale su Marte potrà dirci se c’è stata vita sul pianeta rosso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:30

Le sonde della NASA Ingenuity e Perseverance si stanno muovendo. Studieranno l’antico delta fluviale e ci diranno se c’è mai stata vita su Marte. 

Ingenuity e Perseverance ci diranno se c’è mai stata vita su Marte – MeteoWeek.com

Ingenuity si prepara

Il marshelicopter Ingenuity ha passato l’esame: la sonda ha dimostrato di poter volare senza problemi anche con una minor pressione atmosferica. I test sono stati condotti dalla NASA ad inizio ottobre e sembrano promettere bene.

Ingenuity si prepara così ad una nuova avventura in compagnia del rover Perseverance verso la meta più importante: gli antichi resti del delta fluviale del cratere Jezero situati a nord-ovest rispetto l’attuale posizione.

Questo antico cratere un tempo ospitava un enorme lago alimentato da un fiume.

Che il viaggio abbia inizio!

Ecco il percorso che dovrà affrontare Ingenuity – MeteoWeek.com

Ingenuity si accinge ad intraprendere il viaggio di ritorno al Wright Brothers Field, presso il sito di atterraggio di Octavia E. Butler. Ma resterà solo per poco perchè durante il tragitto lungo il bordo a est dell’area denominata Séitah, si unirà nuovamente al rover Perseverance.

La mappa qui sopra ci chiarisce un po’ quanta strada è stata fatta e quanta ne rimane ancora da fare. L’obiettivo si trova a nord-ovest ed è l’antico delta fluviale del cratere Jezero.

Trattandosi di un percorso di una lunghezza notevole per dei robot comandati da milioni di chilometri di distanza, la NASA sta pianificando una serie di voli da 4 a 7 per raggiungere ancora una volta il Wright Brothers Field.

Inoltre l’Agenzia Spaziale sta pensando di preparare un aggiornamento del software di volo dell’elicottero, in modo da migliorare sensibilmente le capacità di navigazione di Ingenuity in vista anche dei futuri ostacoli.

Ecco in breve il volo 15 di Ingenuity: la sonda si sposterà alla zona denominata Raised Ridges attraverso una tratta lineare lunga 406 metri che richiederà circa 130 secondi di volo a una velocità di circa 5 metri al secondo. Si volerà a circa 12 metri di altezza sul livello del suolo e lungo il percorso la NASA prevede di scattare numerose foto inedite ad alta risoluzione dell’area.

Si tratta di un’operazione alquanto complicata perché sarà il secondo volo con i rotori a 2700 RPM, ma il primo in cui l’elicottero si sposterà per centinaia di metri offrendo un vero e proprio banco di prova per i voli a bassa densità atmosferica dei mesi a venire. La diminuzione della pressione atmosferica è un effetto collaterale del cambio stagionale che mal si accompagna al volo su Marte, poiché si traduce in una densità minore dell’aria.

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Ne ha fatta di strada Ingenuity

La NASA può ritenersi più che soddisfatta. Ingenuity è la prima sonda volante progettata sulla Terra per volare su un altro pianeta. Durante i primi 14 voli ha percorso circa 2.883 metri restando in volo per ben 1.492 secondi (24 minuti 52 secondi). Guardando ai dati trasmessi, Ingenuity è stato in grado di inviare sulla Terra 83 foto ad alta risoluzione realizzate con la cam principale a 13 MP e 1.772 immagini provenienti dalla navcam inferiore. Il suo software di volo è stato aggiornato già due volte durante le precedenti tratte e, come anticipato poco sopra, si prepara ad un nuovo aggiornamento.

Ingenuity inoltre offre il suo supporto al rover Perseverance sulla raccolta e registrazione di dati, in seguito inviati sulla Terra.

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Un focus sul delta fluviale di Marte

Il delta fluviale è l’area a forma di ventaglio ben visibile dalle immagini satellitari che è stata scelta come zona di atterraggio della missione Mars 2020.

In questa zona ci sono segni della confluenza di un antico fiume che con buona probabilità riempiva un lago all’interno del cratere Jezero che potrebbe ospitare carbonati, minerali e segni fossili di una vita passata.

L’antico delta è stato inoltre già osservato a circa 2 km di distanza grazie alla potente Mastcam-Z montata sul rover, unità in grado di scattare foto a 1.600 x 1200 pixel e inquadrare nel dettaglio cose piccolissime anche a 100 metri di distanza.

Potranno rivelarsi estremamente utili anche le rocce, che dopo milioni di anni ci potrebbero sussurrare interessanti dettagli come ad esempio la velocità del flusso d’acqua. Ma non solo, potrebbero rappresentare la miglior opportunità di trovare sostanze organiche o eventuali firme biologiche ancestrali.