La stretta sulla privacy di Apple fa perdere ai social media quasi 10 mld di dollari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:30

Apple sta minando involontariamente i social media? Sembrerebbe di sì, il tutto per le strette sulla privacy che ha stillato. Queste nuove regole sulla privacy sugli iPhone hanno portato a minori ricavi per quasi 10 miliardi di dollari per Facebook, Snapchat, Twitter e YouTube. Le nuove impostazioni infatti rendono più difficile, a volte quasi impossibile, il tracciamento degli utenti mentre utilizzano le applicazioni, e limitano così l’utilizzo della pubblicità, cosa fondamentale per le applicazioni in cui si lavora con le ADV.

Una vecchia pubblicità di Apple che mirava alla stretta privacy sui suoi dispositivi – Meteoweek.com

Un vecchio problema che sembra quasi potrà protrarsi anche peggio in futuro. Apple aveva introdotto qualche mese fa l’App Tracking Transparency (ATT), ricevendo numerose critiche e proteste soprattutto da parte di social media come Facebook, che basa buona parte dei propri ricavi dalla pubblicità online, per non parlare di Instagram, insomma tutte app di Zuckerberg. ATT prevede nello specifico che ogni applicazione mostri agli utenti una scelta, se lasciare campo libero al tracciamento o no, in modo da ricevere annunci pubblicitari personalizzati oppure generici, ma comunque di riceverli. La maggior parte degli utenti in questi mesi ha scelto di non farsi tracciare, impauriti forse dal fatto che ormai la privacy sembra essere morta e sepolta,  lasciando alle aziende minori possibilità di raggiungerli in base ai loro interessi  e perdendo così potenziali clienti a cui mostrare e vendere i propri prodotti.

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Il Financial Times segnala che in seguito all’arrivo di ATT molti inserzionisti hanno deciso di ridurre i loro investimenti in pubblicità sulle app per iOS di Facebook, Snapchat e altri social network, in modo da non rimetterci interamente. Parte degli investimenti ora guarda verso Android, dove le regole sulla privacy sono diverse e la tracciabilità più diretta, nonostante ci siano comunque regole per la privacy, non così strette come su Apple. Per spiegare gli effetti di ATT, il direttore operativo di Lotame ha fatto un esempio al Financial Times, parlando di una ipotetica azienda che ” rimediava un cliente maschio ogni 5 dollari investiti nel mostrare a mille persone una campagna di marketing online”: «Bene, ora per raggiungere mille maschi devi mostrare lo stesso annuncio a duemila persone, perché all’improvviso non puoi più sapere chi sia maschio e chi sia femmina. E hai comunque gli stessi 5 dollari per quelle duemila visualizzazioni. Quindi i tuoi costi per rimediare un cliente sono raddoppiati e hai una perdita del rendimento del 50 per cento».

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L’unica ad essere meno toccata da questo è indubbiamente Twitter, che ha registrato un aumento del 41% nelle vendite di annunci pubblicitari, tutto rispetto al 2020. La società ritiene di essere meno esposta alle modifiche  severissime imposte da Apple perché mostra annunci sulla base dei contenuti, e non sulle abitudini di navigazione dei suoi iscritti, quindi la tracciabilità sull’app non da segni di preoccupazione negli utenti. Ma per quanto riguarda Snapchat, Instagram e Facebook, la situazione cambia radicalmente.