Hubble fa una scoperta senza pari e trova l’acqua su Giove (Ganimede)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:21

C’è vapore acqueo sulla luna di Giove Ganimede? Secondo le ultime novità sì.

Ganimede e Giove: la scoperta degli oceani – MeteoWeek.com

La scoperta rimane sorprendente pur confermando ciò che da tempo si pensava o semplicemente ipotizzava: attraverso i dati raccolti dal telescopio “Hubble”, su Ganimede – il satellite di Giove più grande – è stato individuato un oceano di enormi dimensioni che si trova nascosto al di sotto di una lastra di ghiaccio.

Grafico rilasciato dalla NASA – MeteoWeek.com

Esatto. Hanno trovato dell’acqua.

E’ la prima prova diretta della sua presenza, ed è stata scoperta nei dati di archivio del telescopio spaziale Hubble di Nasa e Agenzia spaziale europea (Esa).

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Astronomy, indica che il vapore nasce per sublimazione della superficie ghiacciata di Ganimede e non per evaporazione dell’oceano che si nasconde a circa 160 chilometri di profondità sotto la crosta.

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L’incredibile scoperta porta a galla una domanda: c’è possibilità di vita su Ganimede?

Secondo gli studiosi dell’Università di Colonia, autori dell’incredibile scoperta,  all’interno di quell’oceano si troverebbe una quantità d’acqua maggiore di quella presente sull’intera superficie della Terra.

L’acqua – come tutti ben sappiamo – è il requisito principale per l’esistenza della vita e tale scoperta ci rivela che si trova non così lontano da noi, al contrario di ciò che si riteneva.

Gli oceani visti da Hubble – MeteoWeek.com

Un tassello importante per la ricerca di eventuali forme di vita che verrà condotta dalla futura missione Juice che l’Agenzia spaziale europea (Esa) lancerà nel 2022 con un’importante contributo dell’Agenzia spaziale italiana (Asi).

Ganimede è da anni sotto la lente dei ricercatori, perché i dati raccolti finora hanno fornito prove indirette della presenza di una grandissima quantità di acqua, superiore a tutta quella contenuta negli oceani terrestri. Le temperature estremamente rigide, però, fanno sì che l’acqua superficiale sia ghiacciata, ed ecco perchè l’oceano è stato trovato sotto una lastra di ghiaccio spaventosamente enorme.

Joachim Saur, coordinatore dello studio, afferma che la profondità dell’oceano presente su Ganimede raggiunge i 100 chilometri e lo strato di ghiaccio che lo sovrasta ha uno spessore addirittura superiore, di circa 150 chilometri.

Nel sistema solare, dunque, si trova acqua in forma liquida in enormi quantità, tali da costringere a rivedere tutte le stime fatte sino ad oggi, ed iniziate nei lontani anni 90.

Ma l’oceano di Ganimede non è l’unica rivelazione sorprendente: sulla superficie del satellite Encelado, secondo quanto riferito dal New York Times basandosi sulle ricerche svolte da un laboratorio nel Colorado, si troverebbero sorgenti idrotermali; ciò significa che da spaccature del suolo fuoriesce acqua, a diverse temperature rispetto a quelle di Ganimede.

Scoperte davvero significative, giacché si pensava che fino a poco tempo fa l’acqua fosse presente esclusivamente sulla Terra. Ora, invece, scopriamo che non è così e acqua liquida si trova in altri due punti del sistema solare.

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Giove, tenuto d’occhio da anni, da oggi grandi soddisfazioni

Due diverse ricerche che riguardano due differenti punti del sistema solare ci svelano che l’acqua, il più importante elemento per la vita, non è così rara come si riteneva; il pianeta Terra, insomma, non è l’unico corpo celeste capace di ospitare grandi quantità di acqua in forma liquida e gli studi che hanno riguardato Ganimede ed Encelado sorprendentemente adesso ce lo dimostrano.

A svelare l’esistenza di un oceano su Ganimede sono state le aurore che compaiono sul corpo celeste, spettacolari ed impressionanti nastri di gas dalle temperature incandescenti intorno alle regioni polari.

Le prime immagini del satellite realizzate nell’ultravioletto da Hubble nel 1998 grazie allo spettrografo Stis avevano rivelato particolari emissioni dell’atmosfera che sembravano indicare la presenza di un debole campo magnetico: inoltre alcune differenze visibili in due immagini in particolare erano state attribuite alla possibile presenza nell’atmosfera di ossigeno in forma di singolo atomo (O) oltre che molecolare (O2).

A generarli è l’interazione fra i campi magnetici di Giove e Ganimede, tanto forti da portare i nastri luminosi ad oscillare.

Il grafico che mostra i cambiamenti magnetici del satellite – MeteoWeek.com

E proprio le oscillazioni hanno portato alla scoperta dell’oceano “segreto”, attraverso lo studio del campo magnetico, e poi della struttura interna, di Ganimede.

Nel 2018 un gruppo di ricerca dell’Istituto Reale di Tecnologia di Stoccolma (Kth) guidato da Lorenz Roth aveva usato lo spettrografo Cos di Hubble per misurare l’ossigeno in forma atomica: combinando i dati con quelli di archivio raccolti tra il 1998 e il 2010 dallo strumento Stis, si era scoperto che in realtà l’ossigeno in forma atomica è quasi del tutto assente.

Roth e colleghi hanno così provato a riesaminare le immagini Uv, scoprendo che le diverse emissioni dell’atmosfera potevano essere interpretate in altro modo. La temperatura superficiale di Ganimede, infatti, varia molto durante il giorno e in particolare nel pomeriggio, vicino all’equatore, potrebbe diventare abbastanza calda da indurre la superficie ghiacciata a rilasciare molecole di acqua.

Ma non così’ calda da sciogliere la lastra ghiacciata.

Una visione illustrata di Ganimede e Giove – MeteoWeek.com

Infatti, le differenze osservate nelle immagini a Uv sono legate direttamente alle zone in cui ci si aspetterebbe il vapore acqueo nell’atmosfera.

Diverso il discorso che riguarda Encelado, unico punto del sistema solare (oltre alla Terra), in cui si ritiene che ci possa essere vita. Analizzando i dati della missione Cassini, su Encelado sono stati scoperti getti di vapore alti sino a 50 miglia e tali getti contengono sale, materiale organico e ghiaccio provenienti dall’oceano che si cela sotto la coltre di ghiaccio che riveste la luna di Saturno.

I ricercatori sono giunti alla conclusione che il satellite sia riscaldato da bocche idrotermali – paragonabili a quelle che si aprono sui fondali degli oceani della Terra – all’interno delle quali si trovano degli organismi “alieni” in grado di vivere pure in assenza di energia solare. Secondo i dati, l’oceano d’acqua di Encelado avrebbe una profondità di circa 10 chilometri e si trova sotto una crosta di ghiaccio il cui spessore è compreso fra 30 e 40 chilometri.