Inventato congegno per trasformare l’uomo in generatore elettrico: utilità o follia?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:29

Da oggi sudare le proverbiali sette camicie potrebbe significare sviluppare un tot di energia auto-sostenibile. Il congegno derivante da questa teoria è stato inventato da un gruppo dell’Università della California, a San Diego, coordinato da Joseph Wang. E pubblicato sulla rivista Joule.

Un nuovo congegno che sfrutta il sudore umano per generare energia - MeteoWeek.com

L’uomo, dunque, generatore elettrico grazie a un piccolo cerotto applicato sui polpastrelli di una mano, che permette di accumulare energia dal sudore. Follia o utilità? La seconda, stando almeno a quanto riferisce Rachel Fritts per Science.

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Il sensore medico di nuova concezione funziona sul sudore della punta delle dita, è un dispositivo flessibile e di dimensioni ridotte (circa un centimetro quadrato) che abbatte la necessità di batterie ingombranti che appesantivano altri sensori medici, e potrebbe utilizzato, sempre secondi gli inventori statunitensi, per rilevare misure di salute e nutrizione, come i livelli di glucosio nel sangue, la frequenza cardiaca o le carenze vitaminiche.

Un congegno che abbatte la necessità di batterie troppo ingombranti, o sforzi troppo intensi

Il rivoluzionario congegno sul sudore ideato nell'Università californiana di San Diego - MeteoWeek.com
Il rivoluzionario congegno sul sudore ideato nell’Università californiana di San Diego – MeteoWeek.com

Matthew Sparkes del New Scientist riferisce che il nuovo congegno, descritto in un articolo pubblicato questa settimana sulla rivista Joule, assorbe con la sua imbottitura di elettrodi un composto presente nel sudore umano, convertendola in energia. “Il nostro sensore – aggiunge Joseph Wang, docente di nanoingegneria presso l’Università della California a San Diego – può essere utilizzato in qualsiasi attività quotidiana che coinvolga il tatto, perché si basa sul sudore dei polpastrelli dove si trovano più di mille ghiandole sudoripare da cento a mille volte più efficaci rispetto a quelle che si trovano in altre parti del corpo”. Anche di notte.

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Già, secondo gli studiosi americani, un sonno di 10 ore può produrre da 20 a 40 microwatt di potenza per polpastrello, che, come osserva New Scientist, non arriverebbe a ricaricare uno smartphone, ma – sempre per esempio – potrebbe far funzionare un orologio da polso per 24 ore.

Non è il primo dispositivo con sensore medico a funzionare sul sudore, secondo Science, ma è il primo che non richiede una grande quantità di sudore. “A differenza di altri dispositivi indossabili alimentati dal sudore, questo congegno non richiede nessun esercizio intenso, come una corsa o andare in bicicletta – rimarca Lu Yin, ingegnere dell’Università della California, e autore principale della ricerca – la grande quantità di energia consumata durante l’esercizio può facilmente annullare quella ricavata dal sudore, con una resa energetica spesso inferiore all’1%. Invece, questo dispositivo non fa affidamento su fonti esterne irregolari, come la luce solare o il movimento, tutto ciò che occorre è il contatto delle dita, per raccogliere energia sufficiente ad alimentare alcuni piccoli dispositivi elettronici indossabili. Il lavoro svolto è un passo avanti per rendere i dispositivi indossabili più pratici, convenienti e accessibili”.

I sensori del congegno possono anche raccogliere energia dalla solo e leggera pressione applicata attraverso la punta delle dita, in semplici attività come digitare, inviare SMS o persino battere una melodia su un pianoforte. “Il nostro obiettivo è renderlo un dispositivo pratico”, Yin dice a New Scientist che l’enzima utilizzato negli attuali prototipi del dispositivo dura solo circa due settimane prima che perda la capacità di generare elettricità. Il prossimo passo sarà quello di sviluppare un enzima più stabile che potrebbe prolungare la durata del sensore.