Spettacolo tech al servizio dell’ambiente: la nave Manta e il suo ruolo strategico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:43

L’oceano è pronto ad avere il suo aspiraplastica: un catamarano che pulisce acque e fondali. Si chiama Le Manta.

Le Manta, la nave aspiraplastica – MeteoWeek.com

È stata progettata da SeaCleaners e sarà varata nel 2024: si tratta un’imbarcazione pensata per ripulire le acque dai rifiuti galleggianti, viaggiando a impatto zero.

Il suo nome è “The Manta” in virtù della forma assunta, ma è anzitutto un progetto estremamente virtuoso con il quale si provano ad ipotizzare soluzioni per risolvere quei problemi che l’uomo sta riversando nei mari di tutto il mondo.

Insomma, il nome non è un caso, proprio perché richiama l’azione della famiglia pesci mobulidi, chiamati comunemente razze o diavoli di mare che si nutrono di organismi planctonici.

Come una manta galleggia nei mari portandosi appresso molta tecnologia, un pizzico di utopia e una grandissima ambizione: ripulire i mari dall’inquinamento galleggiante, lavorando ad impatto zero grazie alle energie alternative e cercando così di aiutare quanti cercando di salvaguardare la salubrità dell’ambiente.

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Chi è l’inventore de Le Manta

Si lascia chiamare Le gladiateur des mars (letteralmente, dal francese, il gladiatore dei mari), ma il suo vero nome è Yvan Bourgnon.

Viene dalla Svizzera, ha cinquant’anni e naviga da quando ne aveva 8. Percorre gli oceani del mondo ed è un green activist: ha a cuore la salute delle acque della Terra.

Per questo motivo, già due anni fa, aveva lanciato il progetto Le Manta: ovvero l’idea di realizzare un catamarano che, come un aspirapolvere marino, si occupasse di ripulire i mari dalla plastica.

“Durante un giro del mondo con la famiglia, da bambino, non ho mai visto alcun pezzo di plastica in mare. Trent’anni dopo ho fatto fatica a navigare tra i rifiuti di plastica dell’Oceano Indiano, un vero e proprio scempio“, ha dichiarato il navigatore.

L’invenzione che potrebbe cambiare lo stato dei nostri mari – MeteoWeek.com

Da proposito a realtà, in circa 24 mesi l’imbarcazione ha preso forma e oggi è “la prima nave-fabbrica concentrata di ecologia e tecnologia in grado di raccogliere, trattare e recuperare grandi quantità di rifiuti di plastica in mare e alle foci dei fiumi“, così come ha dichiarato Yvan Bourgnon.

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Come funziona Le Manta?

Vele ultraleggere, ampia pannellatura con fotovoltaico, uso dell’idrogeno e supporto del microeolico, il tutto su una struttura pensata per fagocitare lo sporco incontrato nei pari più compromessi e differenziare il raccolto direttamente nel ventre dell’imbarcazione.

Il suo design – che richiama la forma del pesce – consente di estrarre microplastiche da 10 mm in su e fino a 1 metro di profondità.

Il design de Le Manta – MeteoWeek.com

Poi, a seconda della densità e della vicinanza degli strati di rifiuti, il veliero può raccogliere da una a tre tonnellate di rifiuti ogni ora.

Il catamarano è una barca di 56 metri; dal 50 al 75% si auto-alimenta di energia propria, che produce dal riutilizzo dei rifiuti plastici raccolti; e ha l’obiettivo di tirare su dalle acque 10mila tonnellate di scarti l’anno.

Le Mante non si occupa solo di raccogliere, trattare e riutilizzare grandi volumi di detriti di plastica galleggianti lungo le coste, negli estuari e nelle foci dei grandi fiumi, ma ospiterà anche, in un futuro prossimo, missioni scientifiche a bordo.

In fase di ormeggio, terrà conferenze educative e di apprendimento; sarà la casa di idee a tutela dell’ambiente e un laboratorio per trovare soluzioni tecnologuche innovative utili alla gestione dei rifiuti.

Tutto ciò, purtroppo, ad oggi non è però ancora disponibile. O almeno, non ancora: il team “Sea Cleaners” vuole infatti raccogliere donazioni e tentare la via del crowfunding per supportare il progetto. L’obiettivo è il varo dell’imbarcazione entro il 2024.