1.000 giovani per innovare l’Italia: ecco il Servizio Civile Digitale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:10

Pubblicato l’avviso del Servizio Civile Digitale: permetterà di arruolare 1.000 giovani volontari che avranno il compito di accrescere le competenze digitali della popolazione. Ecco in cosa consiste

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Il logo del Servizio Civile Digitale – MeteoWeek.com

Da quest’anno e almeno fino al 2023, al Servizio Civile Universale si aggiungerà un gruppo di ben 1.000 ragazzi, che avranno il compito di innovare l’Italia sotto l’aspetto tecnologico. Il progetto, che prende il nome di Servizio Civile Digitale, nasce infatti con l’obiettivo di “far crescere le competenze digitali della popolazione e favorire l’uso dei servizi pubblici online per diffondere un approccio consapevole all’attuale realtà digitale”. Parola del Ministero per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, il quale ha recentemente pubblicato online l’avviso che permetterà a 1.000 giovani fino ai 28 anni di diventare dei “facilitatori digitali” nell’ambito dei progetti presentati dagli Enti di Servizio Civile Universale.

Il Servizio Civile Digitale si inserirà nel piano operativo nazionale per le competenze digitali, ma anche nel programma europeo “Reskill and Upskill”, che insieme puntano a colmare il “ritardo” italiano entro il 2026.

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Al via il Servizio Civile Digitale: i compiti dei volontari

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I 1.000 “facilitatori digitali” cercheranno di accrescere le competenze digitali della popolazione – MeteoWeek.com

In breve, i 1.000 volontari protagonisti del Servizio Civile Digitale dovranno cercare di ridurre il più possibile il cosiddetto digital divide: secondo l’ultimo rapporto Desi relativo al 2019, il 58% degli Italiani tra i 16 e i 74 anni non possiede infatti un livello di competenze digitali almeno di base. Una statistica impietosa, resa evidente dalle grandi difficoltà riscontrate dalla popolazione con lo smart working e la didattica a distanza.

Come i volontari del Servizio Civile Universale riceveranno un compenso mensile di 439,50 euro netti e tra le loro mansioni rientrerà l’animare corsi di alfabetizzazione a tecnologie su cloud e produttività da remoto, sostenere le persone nell’approccio a nuovi strumenti tecnologici o di cittadinanza (come l’apertura dell’identità digitale SPID) e organizzare laboratori per i più giovani. Il lavoro durerà dagli 8 ai 12 mesi, in base al progetto in cui saranno coinvolti, per un impegno settimanale non inferiore alle 25 ore.

All’iniziativa possono partecipare cittadini italiani, europei o non comunitari con regolare permesso di soggiorno fra i 18 e i 28 anni: al termine del loro lavoro riceveranno una certificazione che attesta le nuove competenze acquisite.

Le tempistiche del bando

Gli enti iscritti all’albo avranno tempo fino alle ore 14 del 29 luglio 2021 per presentare i propri programmi di intervento – da realizzarsi esclusivamente in Italia – che coinvolgeranno i 1.000 “facilitatori digitali”. A giugno è poi previsto un evento formativo per gli enti interessati a partecipare al bando, le cui modalità di iscrizione non sono ancora state comunicate.

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Riguardo il progetto, il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao ha dichiarato: “Il tassello essenziale di qualsiasi transizione sono le persone. Grazie al Servizio Civile Digitale tanti giovani potranno aiutare le fasce più bisognose della popolazione ad acquisire le ormai imprescindibili competenze necessarie per esercitare una piena cittadinanza digitale”.