Il Centro Meteo Europeo si affida all’IA per le sue previsioni

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L’IA e l’apprendimento automatico saranno i due pilastri della strategia del Centro Meteo Europeo di questo decennio. Un assaggio delle previsioni meteorologiche del futuro?

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L’esterno della sede dell’ECMWF a Reading, Inghilterra – MeteoWeek.com

La tecnologia sta via via iniziando ad essere adottata sempre di più in ogni settore, incluso quello della meteorologia. Da tempo le previsioni vengono stilate anche facendo ricorso a modelli matematici basati su calcolatori numerici, ma al momento – nonostante un buon livello di accuratezza – non si è ancora in grado di creare previsioni tali da essere considerate perfette.

Per questo, il Centro Meteo Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), con sede a Reading (Inghilterra) ha messo al centro della sua nuova strategia di questo novennio l’intelligenza artificiale (IA) e l’apprendimento automatico (machine learning). L’obiettivo non apertamente dichiarato è quello di creare i presupposti per le previsioni meteorologiche del futuro. Una missione che troverà grande spazio in Italia, all’interno del data center di prossima installazione al Tecnopolo di Bologna.

Il Centro Meteo Europeo: di cosa si tratta?

Il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine è un’organizzazione intergovernativa sostenuta da 20 paesi dell’Unione Europea e 14 Stati cooperativi. Presso la sua sede (a Reading, come detto poc’anzi) è presente uno dei maggiori complessi di supercomputer in Europa, il quale è collegato ai sistemi informatici dei servizi meteorologici nazionali degli stati sostenitori. Il sistema informatico del Centro contiene il più grande archivio al mondo di dati numerici di previsione del tempo. Fondato nel 1975, in esso lavorano circa 160 collaboratori e 70 consulenti provenienti dagli Stati membri e dagli Stati cooperatori.

Il suo obiettivo è quello di fornire accurate previsioni meteorologiche globali a medio termine (fino a 15 giorni) e previsioni stagionali fino a 12 mesi. I suoi “risultati” vengono forniti ai servizi nazionali europei di previsione del tempo, i quali li utilizzano soprattutto per segnalare potenziali situazioni di allerta meteo.

IA e apprendimento automatico: le idee per il futuro dell’ECMWF

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Il progetto del nuovo data center di Bologna del Centro Meteo Europeo – MeteoWeek.com | fonte: sito ufficiale ECMWF

Come riporta l’Ansa, nel documento strategico pubblicato ieri, martedì 26 gennaio, l’ECMWF indica la sua visione per il prossimo futuro, ovvero la roadmap che regolerà il lavoro del centro per i prossimi nove anni, quindi fino al 2030. L’obiettivo principale, naturalmente, è fornire previsioni sempre più accurate agli Stati membri e cooperanti e agli utenti di tutto il mondo.

Secondo il Centro Meteo Europeo, “l’intelligenza artificiale (IA) giocherà un ruolo importante, in particolare l’apprendimento automatico, che diventerà parte dell’intero flusso di lavoro delle previsioni meteorologiche numeriche e dei servizi climatici. L’apprendimento automatico si riferisce allo sviluppo di algoritmi informatici che migliorano automaticamente, apprendendo dai dati”.


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Puntare su IA e apprendimento automatico permetterà, nella visione del Centro Meteo Europeo, di ottenere previsioni meteo con una risoluzione che può arrivare a un range di precisione di 3-4 chilometri; avere analisi accurate del sistema Terra ed effettuare stime e monitoraggi delle emissioni di anidride carbonica. Un esempio recente del valore aggiunto apportato dall’apprendimento automatico nelle procedure dell’ECMWF è dato dalle valutazioni dell’impatto delle misure imposte per limitare la diffusione del Covid-19 sulla qualità dell’aria europea, simulando cosa sarebbe avvenuto senza misure di lockdown.

Peter Dueben, autore principale del documento ha dichiarato: “La nostra visione è che entro il 2031 il machine learning sarà completamente integrato nelle previsioni meteorologiche numeriche e nei servizi climatici“. “In questo modo – sottolinea Florence Rabier, direttrice generale del Centro – continueremo a rendere disponibili gratuitamente dati e informazioni in quantità sempre maggiori e, soprattutto, utilizzabili da chiunque nel futuro“.