Iziwork, la job tech francese rivoluziona il mercato e punta all’Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:00

La piattaforma francese di lavoro temporaneo Iziwork raccoglie finanziamenti per 43 milioni di dollari e punta all’Italia, con l’apertura di 8 hub regionali

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Iziwork: presentazione generale dell’app su Google Play Store – MeteoWeek.com | fonte: Play Store

La startup francese Iziwork ha annunciato di aver raccolto finanziamenti per un totale di 43 milioni di dollari (oltre 35 milioni di euro) da Cathay Innovation e dalla banca di investimenti Bpifrance. L’azienda ha costruito una piattaforma digitale focalizzata sul miglioramento del lavoro temporaneo, e punta ad espandersi sempre di più. Iziwork, sebbene sia una job tech nata recentemente (nel settembre 2018), è già diventata un punto di riferimento per molti lavoratori: conta ben 800.000 utenti e 2.000 aziende francesi sono iscritte ad essa.

Iziwork, una job tech innovativa

Di fatto, 800.000 candidati hanno utilizzano Iziwork per accedere alle opportunità di lavoro, in quella che è diventata una versione tecnologica della buona vecchia agenzia di lavoro. Come in molti portali di ricerca lavoro, i candidati possono ricevere consigli personalizzati in base al proprio profilo e tutti i documenti caricati sono gestiti dall’app. Tuttavia, Iziwork – essendo focalizzata sul lavoro temporaneo – cerca di “aggiungere” alcuni vantaggi per compensare il fatto che i lavoratori sono costretti a passare da un’azienda all’altra. Un esempio è la possibilità di richiedere un acconto sulla paga ogni settimana. Fondamentale è anche la gestione amministrativa del lavoro, la quale è completamente digitalizzata: dai fogli di presenza alle buste paga, il che riduce nettamente la possibilità di errori.


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Iziwork permette di entrare a far parte della propria rete anche ad aziende di terze parti, in modo da poter “offrire” più opportunità di lavoro. Questa strategia è sicuramente degna di nota, poiché aumenta notevolmente l’offerta sulla piattaforma ma non solo: di questa situazione beneficiano anche le stesse aziende, in quanto esse stringono un accordo di compartecipazione alle entrate con la job tech.

Come riporta il sito startupitalia.eu, Iziwork – nonostante la pandemia – ha visto quadruplicare il numero dei lavoratori somministrati tra aprile e dicembre 2020, a dimostrazione della sua capacità di rispondere adeguatamente alle esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione e caratterizzato da una sempre maggiore richiesta di flessibilità.

Iziwork in Italia

La startup francese, grazie alle ingenti cifre raccolte con i finanziamenti è intenzionata sempre più ad espandersi, partendo proprio dal mercato italiano. Pierluigi Lauriano, managing director di Iziwork Italia ha infatti dichiarato: “I proventi del round (di investimenti, n.d.r.) verranno utilizzati per rinforzare il team centrale di R&S raddoppiando gli attuali 60 ingegneri informatici e data scientist, e per espandersi in altri Paesi partendo proprio dall’Italia, mercato inaugurato a novembre 2020 ed ora pronto per la fase di sviluppo. Crediamo ci sia ampio spazio per una realtà agile e dinamica come la nostra e i primi riscontri ce lo dimostrano”.

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Pierluigi Lauriano, managing director di Iziwork Italia – MeteoWeek.com

Nei prossimi mesi, Iziwork conta di superare quota 150 dipendenti del proprio staff nel nostro paese e ha annunciato l’apertura di ben 8 hub regionali, al fine di potenziare la presenza territoriale. Essi verranno inaugurati nel corso del 2021 a Treviso, Bologna, Brescia, Torino, Verona, Parma, Firenze e Roma.

In un contesto di crisi economica con un peggioramento dei tassi di disoccupazione in tutto il mondo, è più che mai necessario migliorare l’accesso al lavoro, in particolare per i meno qualificati. Siamo convinti che, grazie all’innovazione tecnologica, abbiamo la possibilità di offrire sia maggiori opportunità di impiego, rendendo più fluido l’accesso alle offerte di lavoro, sia migliori condizioni per i lavoratori temporanei”, ha aggiunto Lauriano.

Che sia quindi in arrivo un possibile concorrente per Adecco, Randstad e altre job tech ormai affermate nel mercato italiano e non solo? Solo il tempo potrà dircelo.