Il 5G fa davvero così male rispetto al 4G?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:13

Vi ricordate dell’episodio condiviso dal video fatto con un cellulare poco tempo fa in inghilterra? Beh quello in cui una banda di “complottisti” demoliscono e danno fuoco (neanche fossero dei Neanderthal) a uno dei nuovi ripetitori 5G.

Un antenna 5G in fiamme qui in Italia – MeteoWeek.com

Questi gruppi in rivolta solitamente si appellano a due teorie, di cui nemmeno mezza riesce a dare adito a qualcosa di logico a meno che non si usi tanta immaginazione. Oltre a far drizzare i capelli in testa a ingegneri, ricercatori e scienziati di ogni tipo.

Inizialmente si parlava di una correlazione tra la nuova tecnologia 5G (e i suoi ripetitori) e la recente pandemia di Covid, il tutto senza dare però particolari spiegazioni. Come nel caso dei No-Vax tempo fa, in cui veniva messa in correlazione la somministrazione di vaccini al fatto che questi potessero indurre l’autismo, senza tener conto che lo studio (sbandierato come un trofeo) studiasse solamente i soggetti infanti compresi nella fascia d’età in cui la suddetta malattia si presentava maggiormente.

Il tutto è stato reso ancora più “interessante” dalla ondata di fake-news sotto ogni forma di comunicazione esistente (dalle catene whatsapp fino ad arrivare ai canali youtube con titoli strappa-like) che hanno seguito lo tsunami di ignoranza riguardante l’argomento: ma sembra che a molti non interessi altro che lo scalpore e un malsano bisogno di sentirsi informati su un qualcosa di cui invece non si sa proprio nulla.

Questa affermazione è stata confermata dagli stessi complottisti che hanno finto di armarsi di ricerche “pseudo-scientifiche” o realmente condotte ma purtroppo prive di risultati.

Partendo col parlarvi della prima teoria, quella in cui i batteri sarebbero in grado di comunicare tramite le onde elettromagnetiche: così facendo sarebbero in grado di infettare più velocemente, ma molti di voi avranno già notato l’incongruenza che c’è nel parlare di batteri quando in realtà siamo stati investiti da una pandemia di tipo virale. Potremmo anche fermarci qui e far trarre a voi stessi le conclusioni. Però vorrei prima chiarire che esiste realmente uno studio condotto, qualche anno fa, sui batteri e nello specifico la loro capacità di comunicare tramite le onde elettromagnetiche: questo studio resta comunque ancora un mistero irrisolto e privo di una tesi.

La seconda teoria parla delle millimeterwave, nome che vorrebbe indicare i tipi di onde utilizzati dai nuovi ripetitori 5G usate a Wuhan e in Inghilterra, le quali dovrebbero indebolire il sistema immunitario rendendo “la vita” (anche se effettivamente la scienza non sa dire se i virus siano vivi o meno) più facile alla proliferazione e alla “forza” con cui il virus ci attacca. Potremmo anche dire che c’è qualcosa di sensato in questo pensiero, ma facciamo un passo alla volta: se provassimo ad andare vicino a un fornetto a microonde e ci mettessimo la mano dentro mentre questo è in funzione, probabilmente dovremmo correre immediatamente al pronto soccorso con la mano infilata in un secchiello col ghiaccio.

Un corteo “anti 5G” -MeteoWeek.com

L’effetto sortito dalle microonde del fornetto è un effetto termico secondario di queste onde che altro non fanno che agitare le molecole che incontrano fornendo energia che viene rilasciata sottoforma di calore. Il forno a microonde sfrutta apposta questo principio ad intensità moooolto più alte di quelle che potrebbe darci di un ripetitore di segnale anche standoci vicini.

L’effetto studiato invece ad oggi è quello che i ripetitori di segnale potrebbero provocare direttamente alle nostre cellule anche lavorando a bassa intensità, a lunga distanza ma per lunghi periodi di tempo. In questo modo le onde, alterando il nostro codice genetico, e di conseguenza, le nostre cellule aumenterebbe il rischio di tumore e cancro. Purtroppo non sappiamo ancora bene come funzioni questa correlazione ma possiamo dire con certezza che il dubbio esiste già nella quotidianità dei ricercatori scientifici da quando sono entrati in commercio i primi ripetitori 3G e forse anche prima! Tenevo a fare questo appunto per chi ancora nel 2020 non se ne fosse accorto.


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Non parlo però di tutte le persone che non erano mai venute a conoscenza di questa informazione: parlo di coloro che si sono messi in bocca parole prive di certezza, magari colorandole con nozioni fondate sulla più vaga fantasia, ma ancora di più di coloro che ignorando la verità dei fatti, hanno messo a fuoco e fiamme migliaia di euro di investimenti solamente per il gusto egocentrico di vedersi ritratti in un video in cui danno solamente prova della loro primitività nei confronti della specie umana.