Chiesto pagamento in Bitcoins per sabotaggio oleodotto USA: FBI riesce a recuperare parte del bottino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:40

Dopo 11 giorni di blocco la Colonial pipeline aveva pagato 75 bitcoin di riscatto. Ora l’Fbi ne ha recuperati circa 63,7 mentre nuovi attacchi hacker scuotono gli Usa.

l’FBI contro il riscatto dell’oleodotto americano – MeteoWeek.com

Funzionari federali con una task force del governo degli Stati Uniti sono riusciti a recuperare oltre $ 2 milioni in criptovalute pagate da Colonial Pipeline al DarkSide Hacking Group che ha coreografato un devastante attacco ransomware che ha paralizzato l’oleodotto della costa orientale, ha annunciato il Dipartimento di Giustizia il 7 giugno.

A inizio maggio la rete di cybercriminali russa Darkside aveva colpito con un ransomware l’infrastruttura petrolifera statunitense, che rifornisce circa la metà della costa orientale americana.

11 giorni di blocco avevano portato a carenze nelle scorte di carburante, ma il pagamento di 75 bitcoin (al momento del versamento circa 4,4 milioni di dollari) ai cybercriminali aveva risolto la crisi.

Ora le autorità federali Usa hanno recuperato una parte del bottino, mentre nuovi attacchi informatici mettono in ginocchio il paese.

Parlando durante una conferenza stampa indetta lunedì, il vice procuratore generale Lisa Monaco ha indicato che Colonial Pipeline ha contattato le forze dell’ordine, consentendo alla task force statunitense di recuperare il bitcoin.

Questa task force ransomware è stata creata dal DoJ. “Oggi abbiamo ribaltato la situazione su DarkSide. Il Dipartimento di Giustizia ha trovato e recuperato la maggior parte del riscatto pagato». ha detto Monaco.

Monaco ha inoltre postulato:

“L’uso sofisticato della tecnologia per tenere in ostaggio aziende e persino intere città a scopo di lucro è decisamente una sfida del 21° secolo, ma il vecchio adagio ‘segui il denaro’ è ancora valido. Ed è esattamente quello che facciamo”.

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L’inizio del riscatto

FBI riuscito a recuperare gran parte del riscatto in bitcoins – MeteoWeek.com

A inizio maggio un attacco informatico ha fermato un’infrastruttura petrolifera americana da 2,5 milioni di barili al giorno.

Diverse aree della costa atlantica si sono ritrovate senza scorte di carburante, un po’ per la lunga durata dell’emergenza, ben 11 giorni, un po’ per la corsa all’acquisto della popolazione, intimorita che la crisi potesse durare ancora di più.

Negli ultimi mesi, gli attacchi ransomware hanno turbato aziende e governi in tutto il mondo.

Un denominatore comune in questo tipo di attacchi è che i truffatori chiedono di essere pagati in bitcoin o monero, principalmente a causa della loro privacy percepita.

La notizia arriva mentre il presidente degli Stati Uniti Joe Biden si prepara a intraprendere il suo primo viaggio all’estero, dove dovrebbe tenere colloqui con i leader del G7 e il presidente russo Vladimir Putin su come prevenire e scoraggiare gli attacchi ransomware.

Joseph Blount, amministratore delegato della Colonial pipeline, la società che ha in mano l’oleodotto hackerato, aveva dichiarato che pagare il riscatto ai pirati informatici fosse “una decisione altamente controversa, ma era la cosa giusta da fare per il paese”.

È così che 75 bitcoin, in quel momento circa 4,4 milioni di dollari, sono stati trasferiti a un portafoglio della rete criminale Darkside, così che venisse sbloccato il sistema informatico congelato dal ransomware, cioè un software maligno che paralizza alcuni dati.

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A che punto siamo ora

Criptovalute: nuova forma di riscatto? – MeteoWeek.com

Al momento, i criminali del ransomware Darkside hanno ancora circa $ 2 milioni di criptovalute. Lo sviluppo è stato il primo segnalato dalla principale testata giornalistica CNN.

Durante la stessa conferenza stampa tenutasi la scorsa settimana, il vice associato dell’FBI Paul Abbate ha osservato che gli investigatori federali hanno sequestrato il BTC da un portafoglio utilizzato per pagare la richiesta di riscatto, impedendo così agli hacker canaglia di DarkSide di utilizzarlo.

L’Fbi, dopo aver avuto un mandato da un giudice federale, è riuscito a recuperare 63,7 bitcoin, circa 2,2 milioni di dollari.

Le autorità hanno ottenuto la chiave per poter accedere al portafoglio digitale dove stazionava parte del riscatto, a quel punto hanno potuto trasferire su un altro conto il denaro in criptovaluta.

Al momento non si sa dove si trovi invece il resto della quota, che non è stata ancora recuperata.